giovedì 24 gennaio 2013

All.nr.132) "ARRESTATO IL P.M. ROBERTO STAFFA" E' STATO SFORTUNATO PERCHE' HA TROVATO ALCUNI MAGISTRATI CHE APPLICANO LA LEGGE PENALE"

Infatti, se avesse incontrato un G.I.P. come Baldini Ferdinando di Genova o come il P.M. Manotti, sempre di Genova, il tutto sarebbe finito "Insabbiato".
E se anche il P.M. "Staffa" fosse stato al palazzo di giustizia di Pistoia avrebbero fatto "Tombola", non sarebbe mancato niente !

Si, per i "Sei Magistrati Denunciati" di Pistoia la norma rispettata è stata quella della totale "impunità" per chi delinque nonostante i gravissimi delitti da loro commessi (Occultamento di atto vero; Uso di atto falso; Falso Ideologico; Frode processuale; Favoreggiamento personale; Favoreggiamento reale; Omissione di atti del proprio ufficio).
Come sempre asserito dal sottoscritto, esistono anche dei Magistrati onesti i quali procedono nei confronti di chiunque e che costituiscono una chiara eccezione alla costante regola della "Intoccabilità" della "Casta" (La Magistratura).

Quì di seguito riporto anche le dichiarazioni della Signora Milica Fatima Cupic la quale ebbe a che fare con lo "Staffa" "Giudicate Voi"

Milica Fatima Cupic



CARISSIMI AMICI, ISTITUZIONI, STATO, LEGGETEMI PER FAVORE. Io pure ho "avuto" a che fare con questo soggetto (nell'anno 2004) finalmente arrestato il P.M. ROBERTO STAFFA, io rifiutai rapporti (che pretendeva) con lui, la sua reazione e stata terribilmente violenta e disse; vivrai un inferno, tu non sai di cosa sono capace io, io conosco tutti magistrati di Roma sei fottuta per sempre (io avevo chiesto il divorzio al boia di mio allora marito Vito MARCHETTI, generale dell'Esercito..un fuori legge, un l'assassino denunciato pure per due omicidi, delitti infiniti pure contro lo stato, il R. STAFFA sapeva tutto ciò), egli disse: se mi/ci denunci ti faccio passare pure per matta, sei rovinata per la vita, (ed e vero, io vivo un inferno senza fine per le colpe di questi soggetti corrotti e non s...olo tali, vige una vera e propria associazione a delinquere tra taluni di loro). Svariati magistrati (avvocati, generali) io tanti di loro avevo pure denunciato, inutilmente, tutto e sempre INSABBIATO, io sono minacciata di morte (miei amici pure) dopo che hanno fallito di farmi fuori e non solo una volta, ovviamente ho tanto denunciato (DOCUMENTATO) pure alle più alte cariche istituzionali, eventi,?sono una loro vittima, di tutto mi fanno vivere, un inferno). Ci sono pure altri magistrati talvolta anche peggio di lui, pero tutti loro, tra di loro sono amici, amici degli amici, e la corruzione regna sovrana. Io come sempre sono a disposizione delle A.G. questo e lo stato,?, LO STATO UCCIDE,!! amici cari, incollate questa mia nota e CONDIVIDETE tutti, vi chiedo per cortesia, grazie mille
Sesso con trans in cambio di favori
pm a Roma arrestato per corruzione

Roberto Staffa avrebbe avuto rapporti intimi nella sua stanza di piazzale Clodio. "Io ricattata per avere protezione". Ma anche con una donna per concedere un permesso di colloquio con un detenuto. Il magistrato ripreso anche da microspie e telecamere. L'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Perugia. ll ministero Severino ha chiesto che vengano inviati all'ispettorato gli atti sul caso

E' stato incastrato da una trans il pubblico ministero di Roma Roberto Staffa, arrestato dai carabinieri con le accuse di concussione, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio e sospeso da servizio. Avrebbe consumato alcuni dei rapporti sessuali, oggetto di scambi di favori, proprio nel suo ufficio di piazzale Clodio: alcuni incontri a luci rosse sarebbero avvenuti nella sua stanza al quarto piano della palazzina B della Procura di Roma. I militari si sono recati nella sua abitazione. I reati contestati sarebbero legati a favori fatti dal magistrato in cambio di sesso, fatto anche con una donna, chiuso a chiave nel suo ufficio, per concedere un permesso di colloquio con un detenuto oppure in cambio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Il ministero della Giustizia ha chiesto alla Procura di Perugia che, compatibilmente con il segreto istruttorio, invii all'ispettorato gli atti sul caso di Roberto Staffa.

Stando a quanto emerge dalle indagini, l'inchiesta sarebbe partita dalle accuse di una transessuale fermata, circa un anno e mezzo fa, a Roma durante un'operazione antiprostituzione denominata 'Fungo', nel quartiere Eur, in cui era emerso un 'commercio' di transessuali provenienti dalle favelas sudamericane. E' stata la stessa trans, in sede di interrogatorio dopo il fermo, ad affermare che i loro rapporti sessuali venivano consumati dentro l'ufficio del pm. Interrogata dal gip, ha dichiarato di conoscere il pm dal quale era ricattata in cambio della sua protezione. E ancora. Rapporti con la familiare di una persona finita in carcere. C'è
anche questa contestazione per il pm Roberto Staffa. E sesso in cambio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia: così almeno un immigrato - probabilmente un viados - avrebbe ottenuto grazie al magistrato il permesso dall'ufficio immigrazione della Procura di Roma, ignaro della vicenda.

Molti incontri sono stati filmati da una microspia collocata nell'ufficio del magistrato dopo l'avvio degli accertamenti. Dalla procura di Roma, che non può indagare su magistrati del proprio ufficio, sono stati più di uno gli input inviati alla magistratura di Perugia che ha emesso l'ordinanza. L'inchiesta che ha portato all'arresto è partita da una segnalazione proprio della procura di Roma circa comportamenti anomali di Staffa. Un anno e mezzo di indagini, supportate anche da microspie e telecamere poste all'interno della uffici di Staffa e poi trasferite a Perugia per competenza, avrebbero filmato la presenza della trans.

Venerdì si svolgerà probabilmente l'interrogatorio di garanzia. La sospensione dal servizio scatta in via automatica nei confronti dei magistrati nel caso in cui siano destinatari di misure cautelari. Il pm, recentemente, non era stato riconfermato nel pool della Direzione distrettuale antimafia.

Approdato alla procura di Roma circa 15 anni fa, Staffa aveva prima avuto una importante esperienza professionale come presidente della corte d'assise di Venezia. In tale veste, nel '97, condannò a 19 anni di reclusione l'ex boss della banda del Brenta, Felice Maniero, per 9 omicidi. La prima inchiesta importante nella capitale che regalò una certa notorietà a Staffa fu quella sugli aborti clandestini avvenuti presso la clinica Villa Gina che culminò con numerosi arresti, tra cui quelli del professor Ilio Spallone e del nipote Marcello, figlio di Mario, l'ex medico di Togliatti. A medici e paramedici, Staffa contestava l'omicidio di feti (tritati o soffocati) giunti anche all'ottavo mese di gestazione. Successivamente il pm si è occupato dei reati sulla persona (violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, riduzioni in schiavitù) e di violazione delle legge sugli stupefacenti, come magistrato della Dda distrettuale. Per un periodo relativamente breve Staffa ha fatto anche parte del 'pool' di magistrati che ha indagato sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la 15enne sparita a Roma, nei pressi del Vaticano, in circostanze misteriose il 22 giugno del 1983. Un anno fa aveva portato avanti un'inchiesta su un traffico di droga che aveva portato in carcere 40 persone del clan dei Casamonica. Una nota di colore: insieme ad altri magistrati e ad alcuni avvocati faceva parte di un gruppo musicale dal nome 'Dura Lex'.

Negli anni tra il 1977 e il 1988 Roberto Staffa è stato pm alla Procura di Trieste, coordinando con la squadra Mobile locale, indagini e operazioni sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti quando andava delineandosi quella che sarà poi denominata 'rotta balcanica'. Il nome di Staffa, però, divenne noto in città per essere stato tra i circa 30 firmatari del mondo triestino del 'Tennis Club', di un 'affidavit', una lettera di solidarietà nei confronti di un industriale locale, Alessandro Moncini, arrestato all'aeroporto di New York nel 1988 per reati legati alla pedo-pornografia. La lettera fu inviata ai giudici americani prima di processare Moncini, che fu condannato negli Usa a un anno e un giorno di carcere. Il Csm ritenne ''incauto'' il comportamento tenuto da Staffa e ne dispose il trasferimento d'ufficio a Venezia, dove condannò il boss Maniero e si occupò del caso dell'assalto al campanile di Venezia nel 1998.

Sconcerto e incredulità negli ambienti del palazzo di Giustizia di piazzale Clodio alla notizia dell'esecuzione della misura cautelare. L'Associazione nazionale magistrati, in una nota, "nella doverosa attesa dei successivi approfondimenti d'indagine, riafferma la centralità della questione morale. La violazione della legge da parte dei magistrati compromette la giurisdizione e la credibilità dell'ordine giudiziario". L'Anm "ribadisce che nella magistratura non possono esistere spazi di impunità; i magistrati sanno trovare gli strumenti necessari per individuare e sanzionare, anche al proprio interno, ogni comportamento contrario alla legge. Nell'auspicare un rapido accertamento dei fatti, l'Anm esprime, quindi, sostegno e apprezzamento per l'azione di quanti sono impegnati nella ricerca della verità".

L'ufficio del magistrato è stato perquisito oggi dagli investigatori, alla presenza del procuratore di Perugia, Giacomo Fumu, e del sostituto, Angela Avila. L'avvocato Salvatore Volpe, difensore del magistrato, ha dichiarato di non aver ancora visionato l'ordinanza di custodia cautelare. ''Gli inquirenti - ha precisato - mi hanno informato che è stata secretata. Devo comunque sottolineare che Staffa è un galantuomo assoluto, un magistrato che ha sempre anteposto il dovere e gli impegni professionali alle esigenze personali. Un magistrato eccezionale - ha aggiunto - che fino ad oggi è sempre stato un avversario di incredibile valore. Malgrado ciò ha sempre avuto un cuore d'oro, una grande attenzione verso la persona che aveva di fronte''.
(23 gennaio 2013)

lunedì 14 gennaio 2013

All. nr.131) " ARMA DEI CC. ED INNOCENTI RIFLESSIONI"

 

Chiunque sia nteressato può visitare il blog http://moonposter.blogspot.com
Sinceramente il fatto che PALADINI RENATO, Luogotenente dei CC. comandante della sezione di P.G. dell'Arma presso il Tribunale di Pistoia abbia avuto il ruolo da "Intermediario" tra un costruttore pistoiese e la regione Liguria (ove sua cognata era vicepresidente) per l'assegnazione di un appalto relativo a dei lavori di ristrutturazione da effettuare in quella regione non mi interessa minimamente ma la riflessione che ne consegue è spontanea nonchè logica.Infatti il costruttore fu tratto iin arresto dalla Digos di Pistoia per turbativa d'asta e quant'altro ravvisato dall''A.G. inquirente mentre invece, per quanto riguarda il citato Paladini (fratello dell'Onorevole Paladini Giovanni, ex I.D.V.), ne la citata A.G. e nemmeno i vari comandi dell'Arma hanno preso pprovvedimenti nei confronti del Luogotenente Paladini Renato il quale continua tranquillamente a prestare servizio presso il Tribunale come niente fosse accaduto.In considerazione che i suoi contatti con la persona arrestata sono risultati pubblicati sulla stampa (è sufficiente digitare su google "Paladini Renato Intermediario e cliccare in seguito sul sito "Trucioli savonesi") e relativi alle foto in compagnia della persona arrestata nonchè alle intercettazioni dei dialoghi tra il militare e la medesima, sarebbe stato più che comprensibile che, nelle more, quantomeno l'Arma avesse adottato dei provvedimenti nei confronti del citato militare ma così non è stato e la cosa è strana.Tengo a precisare che il soggettto "Paladini Renato" è lo stesso che, in quanto delegato ad effettuare le indaginii su tale Massa MMassimo Manfredi, (sicuramente per eseguire gli ordini dell''A.G. in quanto non si rravvisa nessun'altra spiegazione), omise di considerare diverse cose tra le quali, la più grave fu quella di omettere di considerare il Verbale di un "Suo Collega" approfittando che quest'ultimo, il M.llo Nocera Pasquale, era venuto a mancare.In pratica, pper essere chiari e sintetici il Paladini Renato omise di contestare al citato Massa, sia il palese "Occultamento di Atto Vero", sia il conseguente "Falso Ideologico" sia la conseguente ""Frode Processuale" nonchè il conseguente "Favoreggiamento Personale nei confronti del responsabile de sx, il "FavoreggiamentoReale" ad una comppagnia di Ass. alla quale, a seguito di quel !Falso" fu garantito un più che congruo profitto ed anche la "Usurpazione del Titolo" allo stesso Massa il quale si firmava come Ing. non essendolo assolutamente.Comunque, come ben sappiamo in quanto il sottoscritto ha pubblicato il tutto, nessuno dei"SEI MAGISTRATI" da me denunciati ha avuto problemi con la "Giustizia" (elemento palesemente latitante) poichè tale G.i.p. "Baldini", del Trib. di Genova, come previsto non pensò nemmeno minimamente di procedere secondo legge, nei confronti dei suoi "CXolleghi " pistoiesi.Concludendo si prende atto che nel palazzo della "Giustizia" di Pistoia, ove svariate volte è stato tenuto "Occuultato" lo stesso verbale "Ovviamente" non considerato dal citato Paladini Renato, può darsi che vi sia qualche "Magistrato" che vuole essere riconoscente al militare di cui trattasi perchè eseguì tassativamente quegli ordini (manifestamente reato e palesemente illegittimi) e ne consegue quindi che lo stesso Paladini renato può tranquillamente aver avuto anche il ruolo di "Intermediario" tra una persona "Arrestata" e la regione Liguria in quanto "Immune" da qualsiasi procedimento, nemmeno di ordine disciplinare.
E L'Arma dei Carabinieri ?