venerdì 29 novembre 2013

All. nr.193) ALTRO GIUDICE ARRESTATO ! UNA ULTERIORE CONFERMA A QUANTO DICHIARATO DAL DR. NELLO ROSSI (PROC. AGG. ROMA): "IN ITALIA IL PROCESSO E' SEMPRE CRIMINOGENO".

Sia il citato dr. Rossi (post nr.160) che l'ex Giudice Morcavallo (post nr.147 e190) lo hanno dichiarato chiaramente qualche mese fa, in Italia il "Processo" è sempre "Criminogeno" e quello che conta sono sempre e solo i soldi.
E' interessante conoscere la vicenda del citato Dr. Morcavallo il quale, dopo il rilascio della sua intervista televisiva, fu "Sospeso" dal C.S.M. ma, come si può constatare la Cassazione gli riconobbe piena ragione riammettendolo immediatamente.
Purtroppo il Dott. Morcavallo, schifato dall'ambiente, diede le dimissioni e di conseguenza il paese ha perso uno dei pochi Magisttrati "Onesti".
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Bloccato mentre intascava una busta con 6mila euro per aiutare il figlio di un legale.
ROMA - Un giudice della Commissione Tributaria provinciale di Roma è stato arrestato in flagranza dalla polizia, nella Capitale, mentre intascava una mazzetta da 6 mila euro. Dopo ripetuti contatti telefonici con un avvocato, il giudice avrebbe chiesto soldi in cambio dell’aiuto al figlio del legale in relazione ad una cartella esattoriale da 50 mila euro.
PRIMA DELL’UDIENZA - A catturare l’uomo sono stati gli agenti della Questura di Roma. L’arresto è avvenuto mentre il giudice stava riscuotendo la tangente che sarebbe servita per «aggiustare» una pratica: durante i contatti telefonici tra la vittima, il suo avvocato e il giudice, quest’ultimo aveva insistentemente chiesto un incontro con le parti per chiarimenti sulla «pratica», prima della data dell’udienza.
BANCONOTE SEGNATE - L’insolita situazione ha insospettito l’avvocato che, munito di registratore, si è presentato all’incontro con il magistrato. Quest’ultimo non aveva alcuna intenzione di parlare della questione, ma ha invece esposto immediatamente la sua richiesta: 6 mila euro in cambio di un esito positivo. A questo punto l’avvocato si è rivolto alla polizia. Sono stati gli investigatori del commissariato Salario Parioli, dopo aver contrassegnato il denaro contante, ad agevolare l’incontro con il giudice corrotto e ad intervenire subito dopo la consegna del denaro.

mercoledì 20 novembre 2013

All.nr.192) "GIUSTIZIA" A PISTOIA: "LA SITUAZIONE DEVE ESSERE SEMPRE BEN CHIARA"

All.nr.192) "GIUSTIZIA" A PISTOIA: "LA SITUAZIONE DEVE ESSERE SEMPRE BEN CHIARA"

20 novembre 2013 alle ore 15.22
A seguito dei vari contatti con tutti voi, tutti relativi al "Problema" giustizia (questa sconosciuta", in Italia, appare produttivo il postare nuovamente una delle mie tantissime note ed in particolare quella che fu l'ultima "Memoria" da me prodotta a tale "Renzo Dell'Anno", all'epoca ancora Proc. Capo di Pistoia.
Signori a voi il giudizio, un cittadino cosa deve fare, scrivere, dire e dimostrare di più di tutto quello che è contenuto nella nota che segue ?
Eppure tale "Dell'Anno Renzo" ha tenuto tale illegittimo ed aberrante comportamento. (correva l'anno 2010)..
Di seguito il C.S.M. (per i motivi esposti nelle motivazioni), per ben due volte ha negato al "Dell'Anno" il rinnovo della carica di Proc. Capo e questo nonostante i vari ricorsi proposti dal Dell'Anno medesimo.
Tra le varie motivazioni, il C.S.M.  tenne a sottolineare la "Grave carenza professionale" del soggetto il quale era aduso a fare il "Dittatore" in questa provincia.
Il sottoscritto, nelle contestazioni (senza sconti) a lui dirette espone chiaramente alcuni fatti determinati che dimostrano quantto il C.S.M. (stranamente) avesse ed abbia ragione.
Stà di fatto che il i danni causati dal Dell'Anno e dagli altri "Togati" hanno provocato danni inenarrabili e "Tutte le Denunce" proposte a carico di quei soggetti sono state ovviamente e "Puntualmente" "Archiviate" (Insabbiate).
Di seguito alla chiara nota che quì di seguito viene nuovamente pubblicata, si ricorda che nell'anno 2011 furono proposte anche le denunce a carico di tale "Costantini Luciano" e "Garufi Daniela", entrambi "Togati" presso questo palazzo della "Giustizia ed anche tali atti furono ben "Insabbiati" dal G.I.P.Baldini di Genova.
Non credo si possa essere più chiari e determinati nella contestazione degli addebiti dei quali i soggetti sono e saranno sempre responsabili.


All.nr.-8-) ULTIMA MEMORIA AL PROC. CAPO DI PISTOIA.-

OGGETTO: Procedimenti Penali nei confronti di:
LO GUASTO Giovanni
MASSA Massimo Manfredi

AL SIGNOR PROCURATORE CAPO DI PISTOIA


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Preso atto che , di seguito alla memoria/richiesta, presentata dallo scrivente in data 17.03.2010 non è giunta nessuna risposta da parte della S.V., appare palese il “Tacito assenso” a tutto quanto da me contestato a codesta “Sede Penale”.
 Inoltre risulta assolutamente fuori dubbio che codesta A.G., come anticipato, è assolutamente priva di elementi idonei a “Giustificare” minimamente la condotta tenuta da vari togati di codesto palazzo anzi, considerato il Suo ruolo di A.G. “Inquirente” Lei appare responsabile in primis dell’accaduto e che, in maniera sintetica ma esaustiva, di seguito si ripropone:

1) il Giudice SELVAROLO Rosa ha riportato per iscritto che “L’unico documento tecnico corretto” è quello del “Massa Massimo Manfredi !
Tale affermazione è “Falsa” poiché come a Lei ben noto, lo scritto del MASSA è un “Infame falso redatto dopo aver occultato il verbale dei rilievi”, solo chi è in malafede può asserire il contrario e tutte le altre violazioni della legge penale, relative alla citata Selvarolo, sono comunque ricomprese nell’atto di denuncia che presto sarà presentato nella sede competente.

2) Il Giudice TREDICI Roberto ha riportato per iscritto che il MASSA “Non ha mai dichiarato
di essere ing.”
Anche questa dichiarazione è “Falsa” anche se non assume un importante elemento di
merito nella vicenda ma, dei delitti commessi dal MASSA, quel Giudice non volle
assolutamente sentirne parlare non acquisendo documenti legali e non ammettendo
domande e risposte che avrebbero fatto acquisire, a quella “Corte”, una verità già oltremodo
acclarata ma, di fatto, l’art.423 del c.p.p. fu abrogato da quel Giudice.

3) Lei, dott. DELL’ANNO, nella sua richiesta di archiviazione che già di per se la qualifica, ha
riportato che “Si deve escludere ogni sospetto di falsità a carico dell’indagato”.

Lei è perfettamente a conoscenza che tale dichiarazione “Non è assolutamente conforme al Vero” quindi mendace o falsa, scelga Lei il termine che più la aggrada poiché Lei è stato messo al corrente anche del pur minimo dettaglio relativo alla vicenda quindi “Lei è a conoscenza del fatto che tale “MASSA” ha “Occultato” il verbale dei rilievi così come codesta “Procura” lo ha nuovamente “Insabbiato” od “Occultato”, scelga Lei il termine in quanto nel merito nulla cambia poiché, (Vedasi dichiarazioni scritte) tale atto NON è stato consegnato a nr. due Professionisti di cui uno C.T.U. ed è stato addirittura “Fatto Sparire” da DUE fascicoli processuali (VedasiAttestati della locale Cancelleria Penale) e non solo, nonostante questo, Lei ha voluto classificare come:
“Mie deduzioni prive di fondamento e conseguenti al trauma subito”, 
A tal proposito le ricordo tutti gli atti che sono esistenti, tranquillamente reperibili e che "NON"facevano parte del fascicolo processuale all’udienza tenuta dalla citata SELVAROLO Rosa e, solo per questo Lei avrebbe “Dovuto” procedere a richiesta di "Revoca" della “Sentenza” della citata“Selvarolo”.

Le sue dichiarazioni sono “Vergognose” in quanto tra quegli atti vi è ricompreso anche il Verbale dei rilievi già “Occultato” dal MASSA e, “Come Lei ben sa, quel verbale è stato “OCCULTATO”anche da codesta “Procura”, Lei sa anche quante volte.

Per esempio si ricorda la nomina del nuovo c.t.u. al quale codesta “Procura” si guardò bene e quindi “Omise” di consegnare quel Verbale in quanto, evidentemente, oltremodo scomodo poiché avrebbe fatto emergere in modo ancora più palese, tutte le responsabilità “Di chi causò l’evento” e conseguentemente “L’infame falso” contenuto nel documento compilato dal “Massa”, al quale può credere solo chi è in malafede, sarebbe apparso, qualora fosse possibile, in modo ancora più palese anche se è già incontrovertibile che trattasi di “Falso Ideologico in atto pubblico”.

A proposito del “Massa”, le ricordo che, durante l’unico incontro nel suo ufficio per parlare di questa “Vergognosa” vicenda, a seguito del “Falso” scritto dalla citata Selvarolo, Lei veniva messo al corrente che quella sentenza oltre che falsa era anche palesemente viziatadall’assenza di atti determinanti ossia tutto ciò che riguardava i rilievi del sinistro (Verbale e Prestampato) e che di conseguenza sarebbe stata non solo opportuna ma obbligatoria la richiesta di revoca da parte della S.V.-

Durante l’incontro venne fatto appunto il nome del “Massa” ma lei, con un tempismo da record intervenne imponendosi e dicendo “Massa è un’altra cosa, Massa è un’altra cosa”.

Dunque, che il MASSA sia un’altra cosa non so riguardo a chi, cosa certa è che (come già riportato in una delle memorie di tanti mesi fa) è un “Delinquente”, Lei lo sa e quindi il MASSA è protetto, se ne disconosce il fine ma si ricorda che in una delle memorie il sottoscritto ha fatto riferimento agli interessi di “Palazzo” in quanto quel “Figuro” è assolutamente privo di qualsivoglia titolo per assolvere ad incarichi peritali di sorta nonché, in modo consequenziale, al fatto che, a seguito del “Falso” del MASSA, ad una assicurazione è stato garantito un più che congruo profitto e presso quella assicurazione, a quanto risulta, il padre del MASSA eraconsulente fiduciario, anche questo accertamento fu richiesto a chi eseguì le indagini sul MASSA ma, "Quell’appartenente all’Arma" evidentemente era troppo impegnato ad ignorare o comunque “Omettere” di considerare il verbale dei rilievi eseguiti dal “Suo Collega” M.lloNOCERA Pasquale.

Ma tornando al punto in cui lei esclude responsabilità a carico del “Massa”, poiché lo stesso,“Occultando un atto vero” ha riportato l’esatto contrario di quanto riportato da nr.-5- Dott. In Ingegneria i quali, nonostante l’assenza del “Noto Verbale” sono giunti a conclusioni opposte a quelle del “Massa”, in considerazione che, tali documenti tecnici tutto sono tranne che opinioni personali, se lei esclude qualsiasi dubbio di falsità a carico del noto “Massa” ciò stà a significare che il “Falso” è stato scritto dagli altri professionisti.

Considerato che due di essi rivestivano la qualifica di Pubblico Ufficiale poiché uno Perito componente il “Giurì d’Onore”nominato dal Sig. presidente del Tribunale di Lucca e l’altro c.t.u.nominato da codesta Procura, atteso che l’azione penale è obbligatoria si dovrebbe procedere nei confronti di tali professionisti ed a tal proposito non sarebbe male se Lei rileggesse un documento tecnico “Serio” e cioè la consulenza di parte che lo scrivente ebbe a richiedere al dott. Ing. BARONCINI Claudio dopo averlo informato dell’esistenza del “Noto Verbale” e quindi averglielo consegnato.
In tale consulenza risultano palesi e confermate dal verbale le responsabilità del LO GUASTO Giovanni già individuate comunque nella c.t.u. del citato Professionista e di conseguenza appare lampante il “Falso” scritto dal noto “Massa” ma nonostante tutto, codesta A.G. vuole continuare, per ora, a rimanere "Sorda" a qualsiasi elemento riguardi la "Verità storica" dell’evento.

In conclusione il responsabile di un “Omicidio colposo”(ove lo scrivente ha comunque cooperato), deve ancora essere perseguito a norma di legge ed un “Delinquente” (il Massa), responsabile di occultamento di atto vero, falso ideologico, frode processuale e favoreggiamento personale e come Lei ben sa, anche dell’usurpazione di titolo lo si “Vuole” far uscire assolutamente indenne avendo occultato e continuando ad occultare ogni sua responsabilità.

Di seguito potrei richiedere, anche agli altri quattro Professionisti, le rispettive consulenze di parte dopo aver fornito Loro il noto Verbale e tutte, per certo, sarebbero univoche nell’individuazione delle responsabilità ma, considerata la condotta di codesta A.G., il tutto finirebbe per essere occultatocome già lo è stato il “Verbale dei Rilievi” non consegnato al c.t.p. Dott. Ing. BARSOTTINI Luca enemmeno al c.t.u. nominato da codesta “Procura” Dott. Ing. BARONCINI Claudio.

Quanto sopra è stato artatamente portato avanti da codesta sede e “Vigliaccamente” non vi è stata la minima remora ad approfittare della Morte del M.llo NOCERA Pasquale, la cui deposizione non avrebbe dato adito a dubbi e codesta “Sede Penale” non avrebbe potuto tenere la condotta che conosciamo e Lei che è a conoscenza di tutto quanto sopra, è sicuro di poter“Vivere Serenamente” con la sua coscienza se ne ha una ?

Se Lei ha un minimo di correttezza provi a rifletterci, anche solo per un attimo !

In conclusione Lei non ha assolutamente niente che confermi il “Falso” redatto dal “Massa” e considerato che di falso si tratta si dovrebbe trovare una persona disposta a scrivere altro falsocontrapponendosi nettamente a nr. cinque Dottori in Ingegneria che si sono espressi in modo diametralmente opposto a quello del “Massa”, nonostante l’assenza del Verbale “Occultato” sia dal “Massa” e di seguito anche da codesta “Procura”.

4) Infatti, il G.I.P. dott. BUZZEGOLI ha dichiarato nonché dimostrato con i fatti di “Non essere interessato all’accertamento della verità”.

Anche tale affermazione è “Vergognosa” ma, appare conseguente a quanto sopra esposto in quanto “l’accertamento della verità avrebbe dimostrato che tale “Massa” ha scritto il “Falso”, che il medesimo è protetto e che ben tre “Togati” di codesta sede hanno riportato il “Falso”.

Le garantisco che non potrà far tacere tutte le testate giornalistiche che prenderanno atto di tutto quanto sopra, naturalmente escludendo quelli locali che sono comunque “Sedicenti giornalisti” e quindi presunti tali oppure qualche altro “Direttore” che risulta “Omertoso” di indole, perché provvederò io personalmente a dare la massima diffusione alla vicenda, con “Internet” non è difficile dare diffusione “Mondiale” ad un evento e di seguito non è escluso che sia io ad essere contattato per confermare i fatti e cioè che “Lei in primis NON VUOLE” procedere nei confronti dei responsabili di svariati delitti” e quindi poiché la vicenda è diventata un punto preso tra me e lei, farò di tutto al fine di mettere in serio dubbio la “Sua convinzione” di essere “Intoccabile” in primis dando la massima diffusione alla vicenda affinchè tutta la popolazione (e quindi anche tutta la stampa), sappia di tale condotta ed ancor prima di presentare le varie denunce “In un modo o nell’altro” la vicenda avrà la sua eco mediatica, per quanto già accaduto e “Per quanto potrà accadere”.

Caro “Signor” Procuratore, a Lei è stata fornita la Consulenza di parte in sede civile, redatta dal Dott. Ing. BARONCINI Claudio dopo che allo stesso fu fornito dal sottoscritto, il “Verbale” dei rilievi“OCCULTATO DA CODESTA PROCURA” a seguito della nomina a c.t.u. del medesimo professionista quindi ha potuto constatare l’incidenza del contenuto di tale atto ove sono riportati dati già esposti dal sottoscritto nell’atto di Querela del 29.02.00. Quindi lei è a conoscenza di chi causò il sinistro ed è a conoscenza del fatto che un “DELINQUENTE CHE RISPONDE AL NOME DI MASSA MASSIMO MANFREDI OCCULTO’ TOTALMENTE IL VERBALE E RIPORTO', VERGOGNOSAMENTE IL CONTRARIO”, APPARE PALESE CHE IL CITATO “MASSA” E' BEN PROTETTO MA E’ ALTRETTANTO CHIARO ANCHE QUANTO SOPRA.

CODESTA PROCURA E CODESTO TRIBUALE RISULTANO ESSERE OMISSIVI NONCHE’RESPONSABILI DELL’OCCULTAMENTO DI ATTI VERI NON CONSEGNATI A DUE DIFFERENTI PROFESSIONISTI E TOLTI DA DUE FASCICOLI PROCESSUALI COME RISULTA DAI RELATIVIATTESTATI DI CANCELLERIA.

A TAL PROPOSITO SI RINNOVA LA RICHIESTA DEL SEQUESTRO DEI CITATI FASCICOLI PROCESSUALI IN QUANTO “COSTITUENTI CORPO DEL REATO” MA, ALLO STATO SI DEVE PRENDERE ATTO DELL’OMISSIONE DI ATTI DEL PROPRIO UFFICIO DA PARTE DI CHI HA IL DOVERE DI PROCEDERE A QUANTO SOPRA.

IN CODESTO TRIBUNALE E’ PRESENTE UN G.I.P. CHE TRANQUILLAMENTE PUO’ DICHIARARE DI ESSERE DISINTERESSATO ALL’ACCERTAMENTO DELLA VERITA’. TALE COMPORTAMENTO APPARE VERGOGNOSO E SI SPERA CHE IL GIUDICE IN SEDE CIVILE FACCIA IL SUO DOVERE IN QUANTO HA LA TOTALITA’ DEGLI ATTI ED HA PRESO ATTO “DELL’INFAME FALSO” REDATTO DAL NOTO MASSA, NE CONSEGUE CHE QUEL GIUDICE SA PERFETTAMENTE DI NON POTER TENERE CONTO DI QUEL “FALSO”, REDATTO TRA L’ALTRO DAL “MASSA” IL QUALE E’ ASSOLUTAMENTE PRIVO DI TITOLI PER ASSOLVERE AD INCARICHI PERITALI DI SORTA.

P.S.: Si conferma nella totalità tutto quanto riportato nella presente in quanto, come “Lei” ben sa è tutto conforme al vero mentre invece quanto riportato sia da Lei medesimo, dalla “Dr.ssa” Selvarolo e dal “Dott.” Tredici non lo è assolutamente e per adoperare un’altra locuzione si può scegliere tra le altre due ricomprese nel C.P. ossia: “Falso” o “Mendace”, a Lei la scelta poiché nel merito nulla cambia, appare inutile sottolineare nuovamente la condotta “Aberrante” del dr. Buzzegoli al quale evidentemente è stato “Ordinato” di non procedere alla conferma di una verità già accertata. (mancata nomina di un perito).

Naturalmente il tutto può essere tranquillamente dimostrato e quali che siano le Sue determinazioni, non aspetto altro che poter esporre i fatti sino al benché minimo dettaglio, naturalmente occorre anche la “Buona Fede” in chi ascolta, componente che sinceramente, per quanto riguarda la vicenda in parola, in codesta sede ha “Latitato” ed a tal proposito si ricorda che in data 27.04.10, il Sig. Presidente della Repubblica ha invitato tutti i “Magistrati” a fare una seria autocritica al fine di riconquistare la fiducia dei cittadini.

Per quanto riguarda la vicenda, nessuna autocritica sarebbe sufficiente poichè non esiste giustificazione alcuna per non aver ancora condannato il responsabile di un omicidio colposo,per non aver condannato un delinquente che ha scritto il falso da essere “Infame” quale è e per aver protetto tale “Figuro” continuando, “Codesta Procura, ad occultare il verbale dei rilievi.

Lei dr. DELL’ANNO, è il responsabile in primis di tale condotta, di tutte le omissioni conseguite nonché di tutti i falsi che sono stati scritti.

Provo “Pena” per quei “Magistrati”che provano piacere a cercare di distruggere la vita altrui e solo per appagare la loro sete di onnipotenza e dimostrare di appartenere alla “Casta” diintoccabili e poco importa se per conseguire tali scopi si stia proteggendo un delinquente.

Sarebbe meglio, per lei, ascoltare il Sig. Presidente della Repubblica, iniziare a fare autocritica ediniziare a fare il suo dovere in quanto, proprio per questo le viene corrisposto lo stipendio.


                                                                                                                           
                                                                                                                                       MASONI Mauro

giovedì 14 novembre 2013

All.nr.191) "TRIBUNALI ITALIANI" ? .....SORRIDI, SEI SU SCHERZI A PARTE !!!!!

14 novembre 2013 alle ore 10.32


QUANTO SEGUE E' OVVIAMENTE CLAMOROSO IN QUANTO QUEL "GIUDICE", FORSE PERCHE' PRESO DAI SUOI PENSIERI, NON E' STATO ATTENTO A TENERE NASCOSTA LA SENTENZA CHE AVEVA GIA' SCRITTO PER UN PROCESSO APPENA INIZIATO.

OK MA, TENIAMO BEN PRESENTE CHE L'ISTITUTO DEL "PROCESSO" IN ITALIA E' PALESEMENTE E COSTANTEMENTE "CRIMINOGENO" COME CONFERMATO SENZA MEZZI TERMINI ANCHE DAL DR. ROSSI NELLO PROC. AGG. DI ROMA. (vedi nota nr.160 del bloghttp://moonposter.blogspot.com).
NELLE AULE DOVE E' APPESA LA SCRITTA "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI" (frase ad ok per sfottere senza ritegno alcuno tutta la cittadinanza), IL "PREGIUDIZIO" REGNA SOVRANO COSI' COME L'INTERESSE PERSONALE COSI' COME LA CORRUZIONE COSI' COME LA CONCUSSIONE COSI' COME LE VARIE OMISSIONI E COSI' COME I VARI E CONSEGUENTI FALSI IDEOLOGICI.
IN NOTA 190 E' RIPORTATO L'EPISODIO CHE HA VISTO COINVOLTO IL SIG. MORCAVALLO, EX GIUDICE PRESSO IL TRIB. DEI MINORI DI BOLOGNA IL QUALE, CON DATI OGGETTIVI DENUNCIO' IL "MARCIO" SISTEMA" CHE PURTROPPO E' "INCANCRENITO" IN TUTTI I PALAZZI DI "GIUSTIZIA" (per modo di dire).

OLTRE IL 90% DELLE SENTENZE SONO GIA' DECISE E SCRITTE IN MODO APRIORISTICO PRIMA DELLE VARIE UDIENZE, TESTIMONIANZE E DIBATTIMENTI VARI (TEMPO E SOLDI SPRECATI).
QUANDO POI TRATTASI DI SENTENZE RELATIVE AD INTERESSI (MONETA) SI ARRRIVA CHIARAMENTE AL 99% DEI CHIARI FALSI COME DIMOSTRA ANCHE L'ARRESTO DEL "GIUDICE" "Chiara Schettini" della sezione fallimentare di roma.  

A Padova una gup legge la sentenza prima della fine del processo

Di Rosengarten, il 13 novembre 2013 - # - 1 commento
Il gup picchia due volte col martelletto per richiamare l’attenzione generale di avvocati, imputato ed astanti, si alza in piedi e si appresta a leggere le poche cartelle che ha in mano. Siamo in un’aula del tribunale di Padova dove si sta celebrando un procedimento penale contro un tale, Davide Zago, allenatore di calcio di squadre giovanili con diploma ISEF, accusato di molestie sessuali ed abusi su giovanissimi under 14 a lui affidati. La gup Chiara Bitozzi si avvia a leggere la sentenza ed esordisce con il rituale : “In nome del popolo italiano, visti gli articoli 533, …(omissis) …del Codice di procedura penale condanno…”. E’ solo a questo punto che gli allibiti avvocati di parte civile si riprendono dallo stupore e trovano il coraggio di interrompere la giudice, circostanza che di per sé potrebbe comportare l’accusa di oltraggio alla corte, per farle doverosamente osservare come il processo sia tutt’altro che concluso considerato che mancano ancora le richieste della parte civile, la deposizione dell’imputato e l’arringa del suo difensore.
La gup si ferma, guarda stupita ed esterrefatta i suoi interlocutori: “Come non è finito?” si interroga dentro di sè, poi si rende improvvisamente conto dell’accaduto, si porta una mano alla fronte e ricade pesantemente sulla poltrona dalla quale si era appena alzata. Ammette subito l’errore, e vorremmo vedere che non l’avesse fatto con così tanti e qualificati testimoni, fa verbalizzare l’accaduto dal cancelliere ammettendo che a quel punto null’altro le resta da fare se non autodichiararsi “incompatibile” con il procedimento, dichiarare chiusa l’udienza, rimettere atti, carte processuali e l’intero fascicolo al giudice Lara Fortuna coordinatrice dell’ufficio gip di Padova perché proceda ad assegnare il fascicolo ad altro gup. Ergo, un dibattimento avviato nel 2010 per un fatto accaduto nel 2009, sospeso l’anno scorso e riaperto lo scorso mese di aprile, adesso dovrà essere iniziato da capo, forse nel 2014. Pensiamo un po’ a cosa sarebbe successo sui media nazionali se un chirurgo avesse disposto la ricucitura del paziente prima di aver completato l’operazione. Ma qua si tratta di un giudice, non di un chirurgo o di un fornaio che ha spento il forno prima che la cottura del pane fosse terminata, per cui non è successo niente.
Di questa storia a noi non interessa tanto mettere in risalto la turpe vicenda di abusi sessuali su minori di 14 anni. Possiamo ritenere che alla fine se l’imputato sarà trovato colpevole finirà prima o poi col subire una giusta condanna e con lo scontare la relativa pena inflittagli, rendendo piena giustizia alle sue vittime. E neanche, in questa particolare circostanza, ci interessa troppo calcare la mano sull’irresponsabilità di fatto del giudice, che neanche in casi come questi sarà chiamato a pagare di persona i danni erariali – quanto costano al contribuente quattro anni di un procedimento giudiziario andato in fumo? Poi moltiplichiamo per le migliaia di casi e traiamo le dovute conclusioni – nonostante un referendum con esito plebiscitario sulla responsabilità civile e personale dei giudici disinnescato dalla sinistra italiana per tirare dalla propria parte una consistente parte della magistratura, quella “democratica”. Quello che invece di questa vicenda attrae maggiormente la nostra attenzione è un altro aspetto, diciamo così più sottile e generale, cioè quello della presunta pretestuosità di accuse spesso rivolte ai magistrati di scrivere le sentenze “prima”. Per quanto ci riguarda, possiamo andare persino oltre potendo riferire di sentenza scritte “prima”, neanche dal giudice, ma addirittura da altre persone in nome e per conto suo.
Ad esempio, in un articolo del 31 luglio del 2012 Qelsi aveva denunciato questa pratica da parte di Giudici di Pace di farsi scrivere le sentenze da altri, spesso coincidenti con le parti interessate alla decisione. Riportiamo qui di seguito l’incipit di quell’articolo :
La Procura di Lecce, competente a condurre indagini sui magistrati in servizio nel distretto di Bari, ha chiesto il rinvio a giudizio per 27 addetti alla giustizia. La vicenda è stata scoperta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e copre un periodo che va dal 2006 al 2008: multe annullate, patenti restituite a boss malavitosi, ma anche trattamenti “morbidi” per pregiudicati arrestati per droga ed armi che se ne sono potuti tornare tranquillamente a casa dopo udienze farsa. Sentenze scritte da avvocati per altri avvocati, che quando indossavano la toga da giudice di pace restituivano poi il favore ai colleghi.

venerdì 8 novembre 2013

All. nr.190) "EPILOGO CONSEGUENTE AL CONTENUTO DEL POST NR.147 "UN MAGISTRATO ONESTO DENUNCIA IL "SISTEMA", VIENE "RIMOSSO" DAL "C.S.M.", LA CASSAZIONE LO RIAMMETTE MA LUI (SCHIFATO), PRESENTA LE DIMISSIONI. ( IL C.S.M. CONSIDERA UN DELITTO RIPORTARE LA VERITA').

Mauro Masoni Bene, la notizia è giunta.
Naturalmente negativa ma è giunta.
Il Giudice anzi il "Signor" Giudice Morcavallo, del tribunale dei Minori di Bologna, qualche tempo fa aveva denunciato l'infame ed aberrante "Modus-Operandi" di tantissimi suoi colleghi i qu
ali, al fine di trarne un personale profitto, di fatto "Sottraevano" "Ingiustificatamente" i minori dalle proprie famiglie.
Questo al solo fine di continuare ad incrementare vigliaccamente un enorme "Businnes" conseguente alla nomina di migliaia di psicologi (i cui profitti erano divisi con i magistrati) e naturalmente conseguente alla chiamata in causa delle note "Case-famiglia" le quali, come sappiamo sono sovvenzionate dallo stato e tali introiti sono calcolati ovviamente in percentuale ai minori ivi destinati.
E' inutile dire, come il Signor Morcavallo ha tenuto a precisare, che anche parte delle sovvenzioni per le citate "Case-famiglia" era automaticamente "Dirottata" nelle tasche di tali "Magistrati" i quali, abusando del loro potere, destinavano migliaia di minori in tali luoghi.
Il Signor Morcavallo, in una intervista televisiva, parlò di circa "Trentamila" affidi i quali erano palesemente privi di motivazione tale da giustificare l'allontanamento dalle mura domestiche ed il conseguente affido nelle case-famiglia ma l'interesse privato in atti di uffficio, considerati gli introiti "Rubati" da questi soggetti, per molto tempo ha avuto la meglio.
Sembra che il Signor Morcavallo, quando rivestiva le funzioni di Giudice, dopo tale intervista fosse stato rimosso dal noto C.S.M. e si badi bene, la suprema Corte, a sezioni riunite dette ragione al Giudice Morcavallo puntualizzando che il "C.S.M.", prima di pronunciarsi, "Avrebbe dovuto....."; "Avrebbe dovuto....."; ed "Avrebbe dovuto....." ma stà di fatto che lo stesso "C.S.M." nonostante sia risultato totalmente "Omissivo" volle procedere nei confronti del Giudice Morcavallo.
La Cassazione, come sopra riportato lo ha reintegrato ma il Signor Morcavallo, evidentemente "Schifato" da un ambiente "Corrotto" e "Putrido", si è dimesso.
Ed è così che un altro Signore (uno dei pochi), lascia la "Magistratura" la quale sarà sempre più libera di tenere determinate "Illegali" condotte, certa di essere sempre senza controllo alcuno e consapevole che le "Denunce" pubbliche da parte di Signori come Morcavallo, sono destinate ad essere presto dimenticate e nel frattempo, tutto quanto di più "Illegale" e "Criminogeno" si possa immaginare, continuerà ad essere l'unico obiettivo di questi "Delinquenti" con la "Toga" che si ricorda, è un abito "Nobilissimo" ma nell'ordinamento italiano il numero già esiguo di chi la veste (o l'ha vestita) con onore è in costante calo.
All'orizzonte non si scorge nessun sistema per porre termine a questo "Inferno" nel quale questi "Togati" hanno trascinato il paese.















domenica 3 novembre 2013

All.nr 189) "SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LA VERITA' " DOTT. "DELL'ANNO", CONOSCE QUESTO TERMINE ? NON LA CREDE NEMMENO IL C.S.M.- (MA IL T.A.R. SI, CHISSA' PERCHE').

3 novembre 2013 alle ore 12.19


COME SI PUO' NOTARE, NEI POST CHE SEGUONO IL  NOME DI "RENZO DELL'ANNO" RICORRE MOLTO SPESSO.
NATURALMENTE QUESTO E' CONSEQUENZIALE ALLA "VERGOGNOSA" CONDOTTA CHE IL "SOGGETTO" HA TENUTO NEGLI ANNI IN CUI HA RICOPERTO LA  ARICA DI "PROC. CAPO" A PISTOIA.
E' UN CLASSICO PER DETERMINATI SOGGETTI I QUALI "VIGLIACCAMENTE" SI RENDONO RESPONSABILI SIA DI "FALSO IDEOLOGICO" NONCHE' DI PALESI "OMISSIONI" DI ATTI DEL LORO UFFICIO.
COME SAPPIAMO, IL C.S.M. (Che è sempre ben lungi dal porsi contro ai vari "Togati"), NON HA RINNOVATO IL NUOVO MANDATO QUADRIENNALE, CON LA CITATA CARICA, AL "SOGGETTO" ANZI, MOLTO CHIARAMENTE HA PROPOSTO DELLE MOTIVAZIONI OLTREMODO CHIARE DALLE QUALI EMERGE LA "SCARSA PROFESSIONALITA' " DEL "SOGGETTO" IL QUALE ERA SOLITO IMPARTIRE "ORDINI" AI VARI SOST. AI QUALI AVEVA TOLTO ANCHE LA BENCHE' MINIMA AUTONOMIA DECISIONALE.
IL C.S.M., A QUANTO RISULTA, NON HA MINIMAMENTE CONSIDERATO LE PRONUNCE SIA DEL T.A.R. DEL LAZIO CHE DEL CONSIGLIO DI STATO ED IMMEDIATAMENTE HA NEGATO NUOVAMENTE AL "DELL'ANNO", DI TORNARE AD ESSERE PROC. CAPO NELLA SEDE DI PISTOIA.
CHISSA' DI QUANTI ALTRI ELEMENTI E' A CONOSCENZA IL C.S.M. PER MANTENERE UNA POSIZIONE COSI' FERREA NEI SUOI CONFRONTI.
IL "SOGGETTO" COMUNQUE RISULTA BEN DESCRITTO NEI POST CHE SEGUONO E CHE RIGUARDANO LO SCRIVENTE CHE TIENE A RIBADIRE CHE TALI SOGGETTI, TUTTO POSSONO FARE TRANNE CHE AMMINISTRARE LA "GIUSTIZIA" (A PISTOIA NON E' IL SOLO MA E' STATO A CAPO DELL'A,G, INQUIRENTE).
OK, E' INUTILE CONTINUARE MA CONCLUDO LA PRESENTE RICORDANDO, PER ESEMPIO AL "SOGGETTO", CHE, PER NON ANNOIARSI DURANTE L'ATTESA NEL PENSARE A COME OPPORSI ALLA DECISIONE DEL C.S.M. (LA SECONDA), PUO' SEMPRE PROCEDERE AL SEQUESTRO DI "DUE" FASCICOLI PROCESSUALI CHE COSTITUISCONO (COME BEN SA), "CORPO DI REATO" E, NONOSTANTE L'ASSENZA DI ATTI  "DETERMINANTI" NE SONO CONSEGUITE DELLE PRONUNCE PALESEMENTE "VIZIATE" (FALSE) E PER LE QUALI AVREBBE DOVUTO PROVVEDERE A CHIEDERE LA REVOCA.
COME E' ORAMAI NOTO, A SEGUITO DELL'OCCULTAMENTO DI ATTO VERO, DELLA CONSEGUENTE FRODE PROCESSUALE, DEL CONSEGUENTE USO DI ATTO FALSO E DEI VARI FALSI IDEOLOGICI E FAVOREGGIAMENTI PERSONALI, TALE CONDOTTA DETTE LUOGO ANCHE AD UN FAVOREGGIAMENTO REALE IN QUANTO, AD UNA COMPAGNIA DI ASS., FU GARANTITO UN PROFITTO DAVVERO NON INDIFFERENTE.
MA IN "ITALIA" LE COSE VANNO COSI' E "L'ALLIANZ" (ex lloyd adriatico), ringrazia).