martedì 29 settembre 2015

All.nr.300) "I MAGISTRATI DEVONO DIFENDERE PER PRIMI I LORO COLLEGHI CHE SBAGLIANO PER NON PERDERE IL RUOLO DI "INTOCCABILI"-


Strano ma vero !Ciò che tutti noi vittime di "Malagiustizia", così come confermato da quattro Signori Magistrati contemporanei e qualcuno ancora in attività, fu anticipato anche da due presidenti della Repubblica.
Il Presidente Cossiga parlava chiaro ed è sufficiente leggere questa integrale intervista per togliere i dubbi eventuali che ancora restano a "Qualcuno".
"MAGISTRATURA=CORRUZIONE" !
Stop.
“Noi dobbiamo difendere soprattutto quei magistrati che fanno errori e sono colpevoli perché sennò questa diga che noi magistrati abbiamo eretto per renderci irresponsabili ed incriticabili crolla”.
“IMAGISTRATI SONO INCAPACI E CORROTTI, NE CONOSCO MOLTISSIMI”
Il Presidente Francesco Cossiga (Sassari, 26 Luglio 1928 – Roma, 17 Agosto 2010), appartenente ad una famiglia di altissimi magistrati, intervistato dal giornalista Vittorio Pezzuto, disse: “La maggior parte dei magistrati attuali sono totalmente ignoranti a cominciare dall’amico Di Pietro che un giorno mi disse testualmente: “Cosa vuoi, appena mi sarò sbrigato questi processi, mi leggerò il nuovo codice di procedura penale”. Nel corso della medesima intervista (vedi link: http://www.youtube.com/watch?v=T5xUZbJiMTc), Cossiga sottolineava le scadenti qualità dei membri della magistratura, li definiva “incapaci a fare le indagini”. Invitato a dare una spiegazione sull’incredibile ed ingiustificato avanzamento di carriera toccato ai due magistrati (Lucio di Pietro e Felice di Persia) noti per aver condannato ed arrestato Enzo Tortora e centinaia di persone innocenti nell’ambito dello stesso processo (tutti rilasciati dopo mesi di carcere per imperdonabili errori macroscopici), Cossiga rispose: “Come mi è stato spiegato, la magistratura deve difendere i suoi, soprattutto se colpevoli”. La sicurezza di quanto affermava il Presidente Cossiga gli proveniva da una confessione fattagli da un membro interno di cui non rivelò mai il nome ma risulta evidente che si tratti di un personaggio di calibro elevatissimo, “Un giovane membro del Consiglio Superiore della Magistratura, appartenente alla corrente di magistratura democratica, figlio di un amico mio, il quale mi è ha detto: “Noi dobbiamo difendere soprattutto quei magistrati che fanno errori e sono colpevoli perché sennò questa diga che noi magistrati abbiamo eretto per renderci irresponsabili ed incriticabili crolla”! invitato a dare delle spiegazioni sul come mai il nostro sistema (comunemente riconosciuto come il migliore al Mondo) fosse così profondamente percorso da fatali fratture, Cossiga tuonò: “La colpa di tutto questo è della DC! Lì c’è stato chi, per ingraziarsi la magistratura, ha varato la famosa “Breganzola” che prevede l’avanzamento di qualifica dei magistrati senza demerito. Ci pronunciammo contro quella Legge in quattro: uno era l’Avvocato Riccio, il deputato che poi fu sequestrato ed ucciso in Sardegna; Giuseppe Gargani, io ed un altro. Fummo convocati alla DC e ci fu detto che saremmo stati sospesi dal gruppo perché bisognava fare tutto quello che dicevano di fare i magistrati altrimenti avrebbero messo tutti in galera”.
Questo breve preambolo ci deve servire come metro per misurare, con occhio nuovo, quanto più da vicino possibile, l’attuale situazione italiana.
Dal 1992 (mani pulite), ad oggi (Gennaio 2014), di acqua sotto ai ponti ne è passata assai. E tutta questa acqua, per rimanere nel solco dell’allegoria, ha finito con l’erodere i margini di garanzia della classe politica (vedi perdita delle immunità dei membri del Parlamento – 1993) espandendo quelli dei membri della magistratura. Membri i quali, poco alla volta, hanno preferito fare il “salto della scimmia” passando da un ramo all’altro (dal ramo giudiziario a quello legislativo e/o esecutivo) e ce li siamo ritrovati in politica come missili (di Pietro, de Magistris, Grasso, Ingroia, Finocchiaro…). Pertanto, quella che da 22 anni a questa parte viene rivenduta al popolo italiano come una “stagione di battaglia contro la corruzione politica”, in realtà nascondeva e tutt’ora nasconde ben altro. Il potere legislativo (facente capo al Parlamento), quanto il potere esecutivo (facente capo al governo), si sono ritrovati in uno stato di progressiva sofferenza indotta dalla crescente ed inarrestabile affermazione del potere giudiziario (facente capo alla magistratura). Che le cose stiano così, è fuor di dubbio! E “La cosa brutta è che i giornalisti si prestino alle manovre politiche dei magistrati” [Cossiga Ibid.]. Ecco spiegato come mai ci si ostini a ritenere “mani pulite” una battaglia alla corruzione e non già una battaglia tra i tre poteri dello Stato.  
Ma, scusate tanto, e il POPOLO?!? No, dico, siamo o non siamo noi italiani ed italiane – e non altri popoli diversi dal nostro – a pagare sulla nostra pelle lo scotto generato dalle conseguenze di queste “scalate al potere”? Non siamo forse noi quelli/e che stanno finendo dritti in bocca alla rovina totale, alla disperazione ed al suicidio di massa?
COSA CI STANNO FACENDO DI MALE E’ PRESTO DETTO
Innanzi tutto, il riflesso peggiore che ci tocca subìre è dato dal fatto che, dal precedente (prima di “mani pulite”) clima culturale in cui eravamo usi vivere sentendoci protetti dalla magistratura (vedi garanzia di presunzione d’ innocenza), ci siamo ritrovati catapultati in un clima orrido in cui è “la presunzione di colpevolezza” a dettare il ritmo. E, di conseguenza, tutto il discorso è andato a gambe all’aria e le nostre libertà, nonché le nostre sovranità sono andate in fumo. E poi, chi di voi può affermare di non aver mai sentito ripetere sino alla nausea frasi del tipo “Lo deve stabilire la magistratura”, oppure “Lo ha stabilito una sentenza” od anche “Lo ha detto in giudice”; e allora? Forse queste persone (che restano sempre impiegati statali al servizio dello Stato e di chi vi abita) discendono dallo Spirito Santo? Sono o non sono esseri umani? E se lo sono allora posso commettere degli sbagli, sì o no? E se sbaglia un magistrato le conseguenze sono letali, sì o no? E allora per quale ragione da 22 anni a questa parte si sta facendo di tutto per collocarli nell’olimpo della saggezza? Perché è possibile sputtanare un esponente del ramo legislativo o di quello esecutivo e GUAI se si fa altrettanto con uno del ramo giudiziario? L’ex magistrato ed ex politico Antonio Di Pietro (definito da Cossiga “Il famoso cretino… che ha nascosto cento milioni in una scatola delle scarpe” e “Ladro” che si è laureato “Probabilmente con tutti 18 e si è preso pure l’esaurimento nervoso per prepararsi la Laurea” [fonte: F. Cossiga: “Di Pietro è un ladro e un cretino”, http://www.youtube.com/watch?v=cxpbKfq-OMY) quando era a capo dell’IDV ci ha assillato per anni, farcendo all’inverosimile i suoi discorsi con frasi come quelle succitate. E come lui, ma dall’altro lato della barricata, Silvio Berlusconi ha infarcito i suoi discorsi contro la magistratura corrotta e bla bla bla. Ci hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello, arrivando a dividere la popolazione in due: una parte garantista ed una giustizialista. Il vecchio e amatissimo strumento del “dividi et impera” inventato dai nostri avi latini per esercitare il potere sulla massa ignorante. Ma se due terzi della medesima torta sono marci e putrescenti (il potere legislativo e quello esecutivo), possibile che il rimanente terzo (potere giudiziario) sia l’unico commestibile? Certo che non lo è, è ovvio! La corruzione, in magistratura è a livelli raccapriccianti, “E’ prassi dividere il compenso con il magistrato. Tre su quattro sono corrotti” confessa Chiara Schettini (nomen omen) impiegata statale con la qualifica di giudice presso il Tribunale dei Fallimenti di Roma, anzi ex, visto che le hanno messo le manette ai polsi e poi sbattuta in galera con gravissime accuse di corruzione e peculato. Ricostruiamo quello che la stampa di regime non osa nemmeno sfiorare.
“SONO PIU’ MAFIOSA DEI MAFIOSI” DICE SPAVALDAMENTE IL GIUDICE DI ROMA
La gente normale, quella che lavora per guadagnare e consegnare il bottino allo Stato vampiro, lo sa molto bene: se si può, meglio non fare causa! Si perde tempo, si perdono soldi e non si sa se ti andrà bene. E, stando a quanto sta emergendo da una prodigiosa inchiesta di cui prima o poi anche la stampa di regime sarà costretta a parlare, l’impressione poggia su basi solidissime. E sarebbe bene prendere le distanze da certa gente… più pericolosa dei delinquenti veri.
In una elaborazione di un articolo de Il Fatto Quotidiano del 31 Dicembre 2013 apparsa l’1 Gennaio 2014 sul sito malagiustiziainitalia.it, si parla di “Perizie affidate a consulenti dall’ampio potere discrezionale e dai compensi stratosferici, mazzette spartite anche con i giudici. Un crocevia affaristico in cui è coinvolto il vertice dell’ufficio [quello di Roma]”, in riferimento alla vicenda che ha visto coinvolta Chiara Schettini di cui abbiamo appena accennato. La stessa Schettini, chiama in causa (è il caso di dire) anche la magistratura umbra, passivamente prona ai desiderata di quella romana: insabbiare gli esposti, far finta di nulla ed attendere che trascorrano i tempi era l’ordine da eseguire. Sotto interrogatorio, la Schettini ha confessato al giudice (onesto e che ringraziamo a nome di tutti i lettori e le lettrici di signoraggio.it): “Si entrava in camera di consiglio e si diceva questo si fa fallire e questo no”. Chi si esprime così non è un temibile boss della mala ma è sempre lei, il veramente temibile giudice Schettini, lei sì appartenente al ramo pulito del potere, proprio quello!!! Nella sua crassa arroganza venata di ottusa prosaicità, ella ricorreva sovente ad uscite agghiaccianti, sfornando un gergo truce da gangster matricolato. Intercettata telefonicamente mentre parlava col curatore fallimentare Federico Di Lauro (anche lui in galera) minacciava di farla pagare al suo ex compagno: “Guarda, gli ho detto, sono più mafiosa dei mafiosi, ci metto niente a telefonare ai calabresi che prendono il treno, te danno una corcata de botte e se ne vanno” (da Il Fatto, 8 Luglio 2013, R. Di Giovacchino). Non finisce qui. Sempre questo giudice donna, in un’altra intercettazione che ha lasciato di stucco gli inquirenti che l’hanno più e più volte riascoltato il nastro, parlando con un ignoto interlocutore, minacciava il “povero” Di Lauro in questi termini: “Io a Di Lauro l’avrei investito con la macchina… Lui lavorava con la banda della Magliana”. Ciliegina sulla torta: parlando al telefono con un perito del Tribunale, riferendosi all’insistenza di un Avvocato che non aveva intenzione di piegarsi supinamente al comportamento della Schettini, commentava: “Il suo amico Massimo[l’Avvocato insistente Ndr.] ha chiesto la riapertura di due procedimenti. Una rottura senza limiti. Gli dica di non insistere perché non domani, né dopo domani ma fra 10 anni io lo ammazzo”. Alla faccia della magistratura a cui tocca attenersi! Alla faccia delle parole del magistrato “che c’azzecckkhhA” Di Pietro colui il quale, dopo il salto della scimmia ci ha assillato ripetendo come un disco scassato che dobbiamo “affidarci alla magistratura”! come no! Si accomodi lei Di Pietro, prima di noi (senza balbettare come le accadde quando se la vide bruttina a Milano).
 Nell’articolo della Di Giovacchino leggiamo inoltre: “L’amico Massimo è in realtà l’avvocato Vita. Mai ricevuto minacce? “Non da Grisolia, però mi hanno telefonato persone con accento calabrese, consigli…”. Messaggi? “Mi dicevano lasci perdere la vecchietta…” La “vecchietta” è Diana Ottini, un tipo tosto, La giudice le consegnò 500 mila euro stipulando una promessa di vendita posticipata di 10 anni, affinché acquistasse la sua casa dal Comune. Ma venuto il momento lei la casa se l’è tenuta e il Tribunale le ha dato ragione. Non è andata altrettanto bene a Francesca Chiumento, altra cliente dell’avvocato Vita, che da anni si batte per riconquistare il “suo” attico in via Germanico: 170 metri quadri, terrazza su tre livelli, che il padre aveva acquistato dagli eredi di Aldo Fabrizi. La casa finì all’asta, nei salotti romani si parla ancora della polizia arrivata con le camionette. Anche quell’asta porta la firma della Schettini: la famiglia Chiumento era pronta a pagare, a spuntarla fu un medico del Bambin Gesù che offrì 50 mila euro di meno. L’appartamento di via Germanico alla fine fu rivenduto per 1 milione e 800 mila euro a una coppia importante. Lei figlia di un costruttore, che ha tirato su villaggi turistici tra Terracina e Sperlonga, lui avvocato della banca che aveva offerto il mutuo ai legittimi proprietari” [Il Fatto Ibid.].
E pensare che questa sguaiata stipendiata statale ha campato una vita sulle spalle di noi contribuenti ed ha potuto nascondere le sue malefatte per anni dietro la protezione del ruolo affidatole dallo Stato e di persone della sua medesima risma. Tutti suoi colleghi e colleghe. Allucinante. Semplicemente allucinante. Solamente dopo essersi impaurita a causa dei giorni trascorsi in prigione, ha confessato che il suo ex compagno “Trafficava anche con il direttore di una filiale di Unicredit su 900 mila euro gliene dava 200 mila” come stecca [malagiustizia. Ibid.]. L’organizzazione funzionava a gonfie vele, il timore di essere scoperti non li sfiorava nemmeno: ‘Non ti preoccupare [la rincuorava il compagno, quello della stecca all’Unicredit] sarà rimesso tutto perfettamente”.
Suscita la ripugnanza leggere la storia di questa squallida persona la quale, nel frattempo, con lo stipendio da funzionario statale è riuscita ad accumulare un patrimonio di quasi 5 milioni di euro (quasi 10 miliardi di Lire) oltre ad attici a Parigi e Miami, ville a Fregene, un rifugio a Madonna di Campiglio… A proposito: il figlio della carcerata si è rivelato meno sveglio della mamma ma comunque fatto della medesima pasta! Infatti, mentre alla madre venivano serrati i polsi con le manette, lui riceveva l’sms in cui la madre stessa gli ordinava di fare “quello che sa” (Il Fatto, ibid.). Si avete proprio capito bene. Il figlio diciottenne, evidentemente al corrente delle attività della madre (e del padre) ed istruito a dovere su come agire in caso di necessità, si è prontamente attivato rendendosi complice della vicenda facendo sparire la valigetta col contante, frutto di una delle corruzioni cui la madre era avvezza. Solo che le sue limitate capacità hanno consentito, a chi ha effettuato la perquisizione, di ritrovare tutto all’istante.
Ed il Consiglio Superiore della Magistratura dormiva in questi anni? Certo che no! Provvedeva, come fa spessissimo, a trasferirla presso la procura di l’Aquila per ragioni di incompatibilità ambientale. Non sarebbe male saperne di più su questa scelta curiosa.
Che questa sia una vicenda riguardante un pugno di magistrati e non tutti i componenti della magistratura è lapalissiano, scontato ed evidente. E CI MANCHEREBBE ALTRO! Ma sappiate che il punto della questione non è arrivare a pronunciare frasi vuote quanto idiote del genere “Sono tutti uguali. Tra cani non si mordono…” qui c’è solo da fare una cosa: il POPOLO deve riconoscere il proprio ruolo di SOVRANO! E poi, non resta che risalire alla fonte del problema e, per farlo, NOI uomini e donne della cosiddetta “società civile” abbiamo il dovere di emanciparci. Se c’intendessimo (mi ci metto dentro anch’io – sebbene non sia un tifoso) di finanza e Stato come di calcio e cucina, con l’aiuto dei nostri veri angeli custodi seri (ed in magistratura ce ne sono eccome), il nostro futuro sarebbe radioso. Ripartire da un punto fermo è cogente. Tale punto risiede nella battaglia “persa contro la magistratura che è stata perduta quando abbiamo abrogato l’immunità parlamentare, che esistono in tutto il Mondo, ovvero quando Mastella, da me avvertito, si è abbassato il pantalone ed ha scritto sotto dittatura di quell’associazione sovversiva e di stampo che è l’Associazione Nazionale Magistrati” – F. Cossiga, Di Pietro… Ibid.
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giovedì 24 settembre 2015

All.nr.299) MI RACCOMANDO, CONTINUIAMO A SCHERZARE CON QUESTA SETTA DI DELINQUENTI !

QELSI QUOTIDIANO

 Norvegia, assemblea islamica approva lapidazione di donne e gay

Di Alessandra Boga, il  - # - 19 commenti
Immagine 2Altro esempio di tentativo di islamizzazione dell’Europa e in particolare della tollerante Norvegia. Un video risalente allo scorso marzo e reso pubblico dall’organizzazione Islam Net (non da qualche islamofobo), mostra un’assemblea di musulmani dove, praticamente all’unanimità, i 1.500 presenti si dicono favorevoli alla segregazione tra donne e uomini nonché alla lapidazione delle adultere e degli omosessuali. Ad aggravare il tutto, il fatto che i partecipanti al raduno non fossero affiliati a qualche particolare associazione fondamentalista o clandestini, almeno da quanto è emerso.
A furor di ummah è stato votato “sì” alla “punizione descritta nel Corano e nella sunna, che sia morte, che sia lapidazione per adulterio, qualunque cosa essa sia, che essa provenga direttamente da Allah e dal suo messaggero, che sia cioè il miglior tipo di punizione possibile per gli esseri umani e che debba essere applicata in questo mondo”, com’è stato domandato dal moderatore del convegno. Idem per la separazione tra i sessi.
E’ stato anche chiesto se i votanti fossero estremisti e naturalmente nessuno ha risposto “sì” in questo caso, come dire che il loro è “il vero islam” a differenza di quanto credono i benpensanti occidentali.
Il video, spiega IlSussidiario.net, è stato messo in circolazione per rivendicare il diritto dei musulmani ad avere una propria rappresentanza nel parlamento norvegese.

mercoledì 23 settembre 2015

All.nr.298) PER NOTIZIA: SUNTO DI QUANTO CONTENUTO NEL POST NR.297 RIGUARDO AL "DRAMMA GIUSTIZIA" IN ITALIA.

PER NOTIZIA:
All'interno del post nr. 297 che segue, da me pubblicato nella giornata del 20 settembre 2015, oltre ai vari interventi tra cui quello ovviamente molto chiaro della Signora Scopelliti, ed altri, vi sono contenuti anche i post. nr.259 relativo alla infinità di milioni che lo stato (cioè Noi), paga per corrispondere i legittimi risarcimenti conseguenti ai gravissimi danni provocati dai delitti commessi dai "Magistrati" tenendo presente che trattasi comunque di una minima parte della enorme quantità dei risarcimenti che dovrebbero essere riconosciuti agli aventi diritto se valanghe di fascicoli ed atti non venissero "Insabbiati";
E' compreso anche il post nr. 262 contenente la registrazione di un colloquio tenuto tra il Sig. Luigi Iovino e personale impiegatizio di un Tribunale;
Troverete anche, ben indicata, la testimonianza diretta del Sig. Bruno Falzea per tutto quanto da lui subito.
Si potrà ascoltare al nr. 256, anche una intervista rilasciata all'epoca dal Sig. Enzo Tortora;
Ed infine, al nr. 252 è riportato per intero, il discorso del Sig. Pino Zarrilli, portavoce del Comitato Spontaneo Cittadini contro la Malagiustizia", che fu tenuto in data 25 novembre 2014, in Firenze a palazzo Medici Riccardi di fronte a "Tutte le Autorità" ad iniziare da quelle di quel palazzo della "Giustizia".
Già l'ascolto di questo intervento è "Imperdibile" così come, naturalmente tutti gli altri.
Si richiede ovviamente un pò di pazienza per ascoltare tutti gli interventi contenuti ma, considerata la chiarezza e la "Esaustività" di tali contenuti, tutti coloro che tra di voi ascolteranno, oltre ad esserne totalmente soddisfatti, avranno sicuramente le idee nolto, ma molto più chiare riguardo alle "Disastrate condizioni" nelle quali versa questo paese ove la "Democrazia" è "Soltanto" un termine del Vocabolario poichè "Tutta" la cittadinanza è sottoposta e soggetta ad un regime palesemente "Dittatoriale" a capo del quale vi sono i "Magistrati" ossia coloro che formano una chiara "Associazione a delinquere di stampo mafioso" ed il "Vincolo Associativo" che accomuna la "Quasi Totalità" dei Confratelli Togati, rende vane ed inutili "Tutte" le migliaia di denunce che i "Cittadini" sporgono nei confronti dei togati e questo perchè un "Magistrato" non procederà mai nei confronti di un collega o "Confratello" che dir si voglia.

lunedì 21 settembre 2015

All. nr.297) RESP. CIVILE MAGISTRATI DAL DIBATTITO EMERGE CHE LA MAFIA (POLITICA) FA LE LEGGI E LA (TOGATA) LE APPLICA.

(NATURALMENTE SEMPRE PER APPAGARE GLI INTERESSI PERSONALI DEI VARI TOGATI E DEGLI AMICI)


SIGNORI VI PREGO, PRENDETEVI UN PO' DI TEMPO ED ASCOLTATE TUTTI GLI INTERVENTI A QUESTO CONVEGNO TENUTOSI NEL 2010 IN CORTE DI APPELLO A ROMA CON LA PRESENZA DI RADIO RADICALE.

DOPO L'INTRODUZIONE DELL'AVV. CAIAZZA SEGUE L'INTERVENTO DELLA SIGNORA FRANCESCA SCOPELLITI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE "ENZO TORTORA" E VI E' CERTEZZA CHE GIA' DALLE SUE PAROLE RESTERETE TUTTI ATTONITI ED ATTRATTI DALLA DINAMICA DI QUESTO "TUMORE" (LA MAGISTRATURA) CHE DA DECENNI COLPISCE QUESTO PAESE.
AVRETE QUINDI VOGLIA E SETE DI SAPERNE SEMPRE DI PIU' E SONO CERTO CHE OGNI INTERVENTO CHE AVRA' LUOGO  COLPIRA' IL PROFONDO DELLE VOSTRE COSCIENZE.

ASCOLTERETE ANCHE L'INTERVENTO DEL SIG. LUIGI IOVINO PER POI GIUNGERE ALL'ULTIMO INTERVENTO, QUELLO DI UN ALTRO CITTADINO COMUNE, UN ALTRO "BORGHESE PICCOLO PICCOLO" CADUTO NELLE MAGLIE DI QUESTA ASSURDA QUANTO DELINQUENZIALE "COSCA" CHE RECA IL NOME DI "MAGISTRATURA ITALIANA".

SIGNORI VI RIPETO, L'ASCOLTO DI TUTTI GLI INTERVENTI SI PROTRARRA' PER CIRCA TRE ORE MA VI PREGO CREDETEMI, ALLA FINE ANCHE VOI DIRETE: "NE E' VALSA LA PENA".

A CONFERMA DI TUTTO QUANTO NEL MERITO APPARE ESPOSTO IN QUESTO CONVEGNO (IL TUTTO GIA' DI PER SE OLTREMODO GRAVE), VI SONO ANCHE LE INTERVISTE CAPILLARI E DETTAGLIATE RILASCIATE DA NR. 4 SIG. MAGISTRATI I CUI NOMI SONO RIPORTATI NEL LINK SOTTOSTANTE.
NEL CASO QUALCUNO SIA INTERESSATO ALL'ASCOLTO O ALLA LETTURA DI QUELLE INTERVISTE PUO' CERCARLE O COMUNQUE RICHIEDERLE DIRETTAMENTE AL SOTTOSCRITTO CHE LE CUSTODISCE TUTTE E QUATTRO NELLA LORO INTIEREZZA.

INOLTRE, POICHE' STIAMO PARLANDO DELL'ENORMITA' DEI DANNI PROVOCATI DALLA MAGISTRATURA,  QUA' DI SEGUITO E' PUBBLICATO ANCHE UN LINK CHE RIASSUME E QUANTIFICA LA QUANTITA' DI DANARO CHE LO STATO E' COSTRETTO A "BRUCIARE" A CAUSA DELLA NOTA "COSCA".
ALTRESI' E' ANCHE PRESENTE UNA INTERVISTA RILASCIATA ALL'EPOCA DAL SIG. ENZO TORTORA ED INOLTRE, SEMPRE PER CHI HA PAZIENZA (E NON SARA' AFFATTO DELUSO), SI PUO' ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE EFFETTUATA DAL SIG. LUIGI IOVINO TROVATOSI A COLLOQUIO CON PERSONALE IMPIEGATIZIO DI UN TRIBUNALE.

PER FINIRE POTRETE ASCOLTARE TUTTO L'INTERVENTO DEL SIG. PINO ZARRILLI, PORTAVOCE DEL "COMITATO SPONTANEO CITTADINI CONTRO LA MALAGIUSTIZIA" EFFETTUATO IN DATA 25 NOVEMBRE 2014 A FIRENZE, IN PALAZZO MEDICI RICCIARDI, IN UNA RIUNIONE OVE ERANO PRESENTI TUTTE LE AUTORITA' A COMINCIARE DA QUELLE DEL PALAZZO DELLA "GIUSTIZIA.

VERIFICHERETE CHE, IN MODO DIRETTO ED ESPLICITO VIENE CHIARAMENTE CONTESTATO ALL'A.G. CHE IL COMPORTAMENTO TENUTO DAI "TOGATI" ITALIANI E' BEN LUNGI DAL RISPETTARE, FAR RISPETTARE ED APPLICARE LA LEGGE PENALE CHE INVECE RISULTA COSTANTEMENTE "VIOLATA" PROPRIO DA COLORO CHE SONO CHIAMATI AD AMMINISTRARLA.

QUANTO CONTESTATO DAL SIG. ZARRILLI, RISULTA COMUNQUE CONFERMATO IN TOTO DAI QUATTRO SIGNORI MAGISTRATI DI CUI SOPRA E DEI QUALI, CHI VORRA', POTRA' LEGGERE ED ASCOLTARE ANCHE LE INTERVISTE.
  • Alessandra Marsilii Grazie Mauro!!! Grazie al Comitoto spontaneo cittadini contro la malagiustizia!! Chiedo venia solo per il momento non posso ascoltare le registrazioni, ma sicuramente lo faró appena finiscp le trascrizioni di una ultima mia battaglia in comune.... e devo pure rispondere ad una lettera mezza anonima.... sto sotto una pressa... e conoscendo lo stile del Comitato, so che sono, parola x parola, di massima importanza... perciò ti/vi ascolterò presto e spero final
    ente di unirmi a Voi... che già 2 anni fa al telefono con Zarrilli mi sembrava di sognare.... solo che sto ancora combattendo x avere respiro e potermi dedicare ad altro..... GRAZIE X QUELLO CHE FATE XKÈ NESSUNO PATISCA INGIUSTIZIE SPUDORATE!!!! Emoticon heart
    • Mauro Masoni Alessandra grazie a te !
      Grazie perchè soltanto con persone determinate e tenaci (come te), le quali si informano e prendono atto di questa "Infame realtà" definita "Democrazia", potrà sussistere un minimo spiraglio di "Speranza" atto ed idoneo a contrastare la "Cosca Togata" e "Sputtanarla" costantemente su tutto il territorio nazionale e se possibile anche oltre confine.
      Adesso non ti distrarre dalla tua battaglia e contaci, moralmente tutti i cittadini "Onesti" sono con te.
    • Mauro Masoni

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      • Luigi Iovino Un grazie di cuore a Mauro Masoni per avere apportato il suo contributo di persona vissuta nelle istituzioni e per le Istituzioni, cosa che sta facendo con onore oggi, denunciando quanto di criminale e di criminogeno ci viene imposto, in modo neanche velatamente diabolico, dagli usurpatori attuali!
        • Mauro Masoni Ciao Luigi, per quanto ho potuto o postato il link su tantissime pagine di amici chiedendo la massima diffusione.
          Ho anche avvisato che il documento è lungo ma già ascoltando il secondo intervento, quello della Signora Scopelliti ed ascoltando e leggendo i quattro allegati, chiunque comprende che siamo totalmente gestiti da "Cosa Nostra" !
          Come del resto hanno confermato in modo capillare i quattro Magistrati indicati.
          Ho anche aggiunto che chiunque voglia ascoltare e leggere le loro interviste deve soltanto chiedermele.
          Mi piaceRispondi13 h
          Pino Zarrilli
           GRAZIE Mauro, spero che Tutti coloro che leggono aprano, leggano e ascoltino QUANTO hai pubblicato.



foto di Luigi Iovino.




Luigi Iovino Ad inizio di questa attività e con preciso intento divulgativo, oltre che di denuncia pubblica, partecipai a un convegno di magistrati tecnici e studiosi in Corte di Appello a Roma, che ho potuto acquisire come documento storico grazie alla registrazione di Radio Radicale e alla ripresa di un ns amico fatta di nascosto col telefonino, in quanto all'ingresso mi avevano fatto depositare la telecamera. Il risultato è una testimonianza agghiacciante che conferma quanto oggi sotto gli occhi di tutti. La magistratura era ed é consapevole di strabordare nella illegittimità Costituzionale e che questo potrebbe provocare risposte pubbliche da "terrore" ma continua a "tirare la corda" evidenziando essa stessa la incapacità di conformarsi alle leggi e al dettato costituzionale! Per chi ha pazienza e tempo Ecco il documento integrale https://www.youtube.com/watch?v=RWk34YcDdNk...
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  • Giuseppe Licata MAGISTRATI INDEGNI DI TALE TITOLO PERCHÉ’? 
    Gli errori fatti dai giudici? Ecco quanto ci sono già costati


    È una piccola città, composta da 22.689 cittadini italiani censiti al 24 settembre 2014. E in questo momento assai vicina alle 24 mila persone. Sono i perseguitati dalla giustizia italiana, cittadini mandati dietro alle sbarre senza motivo dal 1992 ad oggi. 
    Errori dei pubblici ministeri, che hanno fatto scattare le manette ai loro polsi prendendo un abbaglio. Non un errore casuale: una città. Probabilmente le vittime della giustizia sono ancora di più, perché il tristissimo elenco numerico è compilato dal ministero dell’Economia: i ventiquattromila sono quelli che dopo avere subito l’ingiusta detenzione non si sono limitati ad accettare le scuse, ma hanno avuto la possibilità di pagarsi un avvocato, fare ricorso e ottenere un risarcimento. Per questo il loro elenco è conservato da Pier Carlo Padoan e non dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando: le casse dello Stato hanno dovuto pagare loro, per l’errore e spesso la sciatteria dei magistrati, la bellezza di 567 milioni di euro dal 1992 ad oggi.

    Ogni anno c’è un migliaio di casi così, qualche volta anche il doppio. E il Tesoro è costretto a sborsare 20, 30, 40 perfino 55 milioni di euro l’anno per mettere una toppa ai guai combinati da magistrati faciloni: è diventato un problema di finanza pubblica. Questo conto è assai salato perché lo è il risarcimento a chi è stato in carcere ingiustamente anche solo in custodia cautelare. Ma sale per le casse dello Stato accompagnato dai risarcimenti per la legge Pinto sulla ingiusta durata dei processi, dalle condanne continuamente ricevute dall’Unione europea per lo stesso motivo e per l’incredibile ritardo con cui vengono pagati anche quei risarcimenti alle vittime della mala giustizia.


Mauro Masoni ha condiviso un link.
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