martedì 10 dicembre 2013

All.nr.171) "IPOTESI DI GRAZIA E PARAGONI NELLA NOSTRA REPUBBLICA"

A quanto sembra, il Presidente Napolitano pare stia valutando attentamente l'ipotesi di concessione della "Grazia" a Silvio Berlusconi.
Le parole del Presidente sono state in primis quella di prassi ossia: "Una sentenza definitiva deve essere applicata" ma poi ha continuato con: "Il P.D.L. ha tutto il diritto di criticarla".
Ergo, da dove scaturisce il diritto di criticare una sentenza se è "Giusta" ed emessa nel pieno rispetto delle leggi dello Stato ?
Evidentemente il Presidente Napolitano è a conoscenza di molti fatti che lo stanno inducendo in attenta riflessione.
Il riferimento è chiaramente a quanto emerso circa le persone: "Boccassini" e "Esposito" le quali hanno avuto un ruolo determinante riguardo alla sentenza in parola ed a tal proposito, soltanto rifacendosi solo a ciò che è di dominio pubblico, tale sentenza non può assolutamente essere considerata scevra da "Pregiudizio" e da "Malafede" e quindi appaiono oltremodo giustificate le parole del Presidente il quale ha a disposizione molti elementi di valutazione in più rispetto a quelli divulgati da stampa e tv e, nel caso di richiesta, dovrà pronunciarsi in base alla sua coscienza sia tenendo conto di alcune "Stranezze" riscontrate nell'iter processuale nonchè del fatto che, attualmente una crisi di governo potrebbe costituire il colpo di grazia per lo Stato.
Comunque, se vi sarà tale richiesta il Presidente avrà il dovere di valutare tutti gli elementi a disposizione ed in tal caso, l'accoglimento potrebbe apparire addirittura consequenziale.
Anche se il paragone non sussiste, solo per esempio, di seguito viene riportata la "Grazia" concessa ad un "Assassino" nel 1965 dal Presidente Saragat.
Il Soggetto era infatti stato condannato da un Tribunale della Repubblica per "Strage" ma poichè riuscì a scappare in Cecoslovacchia, non fece nemmeno un giorno di galera e vi fece ritorno solo dopo l'ottenimento della grazia concessa dietro pressione del P.C.I. ed una volta rientrato fu candidato ed eletto nelle file del P.C.I.-P.S.I.U.P.



GRAzia a Berlusconi, perché no? Nel ’65 fu concessa a un parlamentare partigiano condannato per strage…




Grazia a Berlusconi, perché no? Nel ’65 fu concessa a un parlamentare partigiano condannato per strage…
POLITICA
Tutti in attesa di Napolitano, della sua “risposta” alla richiesta di una soluzione politica alla spallata giudiziaria contro Berlusconi. La parola più ricorrente, in queste ore di attesa, è “grazia”, ipotesi in campo da alcune settimane e che ancora oggi viene considerata possibile dal centrodestra, al punto che il senatore del Pdl, Lucio Malan, rispolvera un precedente significativo, quello di un partigiano stragista. «Dare per scontato che Berlusconi debba essere dichiarato decaduto per esempio non mi pare il caso, perchè ci sono questioni aperte, a partire dall’indulto. E sulla grazia ci sono precedenti, come quello del deputato Francesco Moranino, che ebbe la grazia. Quello fu un atto politico a tutti gli effetti, e il reato era molto più grave della evasione fiscale», dice il senatore del Pdl.
Giusto per fare un po’ di storia, nell’estate del 1944 ebbe luogo nel Biellese quella che è conosciuta come la strage della missione Strassera, con l’uccisione di cinque partigiani accusati di essere spie. Moranino, detto il comandante «Gemisto», fu il primo parlamentare della storia della Repubblica a subire l’autorizzazione a procedere e all’arresto per quella strage. Alla fine del processo venne condannato all’ergastolo per omicidio plurimo ma non vide mai le patrie galere: scappò, in Cecoslovacchia, dichiarandosi innocente. Si leggeva nella sentenza: «Perfino la scelta degli esecutori dell’eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione. Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso. Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un’osteria e per l’impresa compiuta ricevettero in premio del denaro.».  Nel 1965, su pressione della sinistra, Moranino fu graziato dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, poi fu candidato ed eletto al Senato col Pci-Psiup. Senza particolari scandali nel Paese.

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