mercoledì 15 giugno 2011

aLL. nR.-42-) SONO TUTTE COSE DI COSA NOSTRA


pubblicata da Mauro Masoni il giorno giovedì 16 giugno 2011 alle ore 1.46
Di questa vicenda, come si può constatare, tuttte le "Autorità" competenti in vari modi e per vari motivi sono state compiutamente messe al corrente e cioè :
Le varie A.G. del palazzo di "Giustizia" di Pistoia, risultato "Cinque Magistrati" denunciati;
Come pubblicato ha avuto luogo anche una interrogazione "Parlamentare" avente per oggetto la vicenda;
Un appartenente all'Arma dei Carabinieri ha eseguito l'ordine di "Omettere" di considerare un Verbale redatto da un suo colega del quale non poteva avere luogo la testimonianza e in quanto perse la vita e quindi "Vigliaccamente" ci si è approfittati della sua "Morte;
Di seguito a tali condotte ad una compagnia di Ass. fu garantito un più che congruo profitto;
La stampa (Informata in toto) sicuramente è stata messa a tacere da chi ha il "Potere" e l'interesse a non diffondere questo fatto "Vergognoso" e qualche tempo fa mi fu anche riferito che dovevano pensare a cose "Importanti" come se la denuncia di "Cinque" "Magistrati" che hanno "Omesso" atti del loro ufficio, hanno scritto palesemente il "Falso" ed hanno "Occultato" a più riprese il Verbale dei rilievi di un sx "Mortale" approfittanndo "Vigliaccamente" della "Morte" del M.llo dei CC: chè effettuo tali rilievi sia da considerare una sciocchezza del tutto "Ordinaria" e quindi c'è da chiedersi quanti sono i fatti simili se non uguali che si sono veriicati nel paese.
Il dilungarsi è inutile quanto "Ripugnante" in pratica sono tutte "Cose" (tali comportamenti) di "Cosa nostra" (la nostra società).
Vedremo l'evolversi dei fatti.

martedì 14 giugno 2011

All. nr.41) Interrogazione Parlamentare nr. 4/01519 del 3.11.08 presentata da On. Angela Napoli -


Per doverosa notizia di seguito viene riportato anche il testo dell'interrogazione Parlamentare in parola, presentata dall'Onorevole Angela Napoli ma, da quella data si disconosce se la vicenda abbia avuto qualche sorta di esito o meno o se la "Casta" (I Magistrati) sia riuscita ad intervenire anche a quei livelli così come ebbe a fare "Tappando la bocca" ad alcune testate giornalistiche che si interessarono al caso.
N.B.: Per quanto riguarda l'indicato "Sig. -M-", trattasi di MASSA Massimo Manfredi, soggetto nominato regolarmente dal palazzo della "Giustizia" di Pistoia, sia come c.t.u. nonchè come Perito nonostante il "Soggetto" fosse privo di qualsivoglia titolo per assolvere ad incarichi peritali di sorta e, come già riportato anche alla Procura di Genova trattasi di soggetto evidentemente "Raccomandato" e "Protetto" in quanto, per i delitti da lui commessi è stato denunciato per ben tre volte ma è stata riscontrata l'assoluta "Mancanza di Volontà" da parte dell'A.G. di Pistoia, di procedere penalmente nei suoi confronti.
Domanda: fu solo sua volontà o eseguì degli ordini di "Palazzo" ?

TESTO INT. PARLAMENTARE

altro caso, sempre eclatante, riguarda il signor M., il quale dopo aver avuto il rigetto alla richiesta di iscrizione all'albo dei periti del Tribunale di Firenze, sede di residenza dell'interessato e quindi unica sede competente alla valutazione della richiesta, poiché il medesimo o non risultava fornito di «speciale competenza nella materia», è stato nominato C.T.U. dalla, Procura di Pistoia;

l'interessato proprio a Pistoia, peraltro dichiaratosi ingegnere ma mai iscritto all'ordine provinciale degli ingegneri, tanto da essere diffidato dall'Ateneo di Firenze, redasse la perizia nella quale trasformò il responsabile di un sinistro, nel quale morì una persona, in parte lesa e per far questo tenne nascosto il contenuto del verbale dei rilievi esperiti dai Carabinieri;
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venerdì 10 giugno 2011

All. nr.40) Settimo fax alla Procura di Genova -

Oggetto: Atto di denuncia presentato in data 17.06.2010 nonché atto di denuncia presentato in data

                18.05.2011 –



ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI                                  G E N O V A

c.a. Sig.ra Macciò Dr.ssa Maura Sost.



     Dottoressa buongiorno, non è assolutamente mia volontà quella di voler essere ne tedioso e nemmeno pedante riguardo a quelle che saranno le determinazioni di codesta A.G. in merito a quanto esposto dallo scrivente nelle due denunce di cui all’oggetto.

Con la presente viene rinnovata la richiesta di acquisizione del verbale delle s.i.t. rese dallo scrivente nei gg. 12 e 13 del mese di gennaio c.a. alla sezione di P.G. della P.di S. presso codesto Tribunale.

   Inoltre, come già indicato nel precedente fax nonché nella denuncia del 18 c.m. appare incontrovertibile nonché inconfutabile che il noto verbale dei rilievi esperiti dal M.llo Nocera Pasquale, all’epoca in forza a questo N.O.R.M. cc. fu inviato, in data 12.02.00 alla c.a. del dr. Costantini Luciano, alll’epoca P.M. titolare delle indagini relative al sx.



Nel chiedere nuovamente scusa alla S.V. tengo a precisare che gli oltre “Dieci” anni oramai trascorsi, con le pronunce chiaramente “viziate” delle varie A.G. per la “Certificata” assenza di atti determinanti, hanno la loro origine dalla condotta tenuta dal citato dr. Costantini Luciano il quale, oltre a nominare un c.t.u. privo di qualsivoglia titolo, “Omise” di prendere atto delle risultanze del noto verbale e la prova documentale di ciò è costituita dalla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal dr. Costantini il quale indicò come responsabile del sx, esclusivamente il sottoscritto.

   Tale atto è stato fornito a codesta A.G. in allegato alla denuncia del 17.06.10. ed il fatto che quella A.G. si sia resa responsabile di tale “Omissione” con la coscienza e la volontà di volerlo fare o che ciò sia avvenuto per mera negligenza, oltre a non interessare minimamente il sottoscritto non muta assolutamente i fatti che ne sono conseguiti e che hanno la loro origine dall’ “Occultamento” di un atto vero (490 c.p.) nonchè atto pubblico (2700 c.c.).

     Di tale occultamento è palesemente responsabile tale MASSA Massimo Manfredi, c.t.u. nominato dal dr. Costantini e come la S.V. ha potuto constatare, a fronte delle nr. “tre” denunce proposte a suo carico, questa A.G. non ha avuto la volontà di procedere nei suoi confronti e qui si ribadisce nuovamente il concetto (che è un fatto oggettivo), che il Massa, consapevole di non avere titoli e chissà per quale motivo veniva comunque costantemente incaricato per assolvere a tali incarichi, non avrebbe mai, di sua iniziativa, occultato il verbale dei rilievi riportando il contrario e non è dato a sapere per quale motivo lo stesso, sia stato fatto salvo dai palesi addebiti a lui contestati.



     Comunque appare chiaro che il dr. Costantini è chiaramente venuto meno al “Dovere” di prendere contezza del contenuto del verbale con tutto quello che ne è conseguito ed anche la dr.ssa Selvarolo Rosa, la quale non aveva al fascicolo nulla che fosse relativo ai rilievi del sx (Verbale N.O.R.M. e prestampato stazione cc.) non può essere fatta salva dagli addebiti contestati in quanto anch’essa, per la sua pronuncia ed a dispetto delle nr. “Cinque” tra consulenze e perizie giacenti al fascicolo, si volle basare sulla c.t.u. del citato Masssa, atto “Falso” nonchè appartenente ad altro procedimento e per l’acquisizione del quale “Mancavano” i presupposti di Legge (238 c.p.p.).



     Per non parlare del Giudice Tredici Roberto il quale, nell’udienza preliminare nei confronti del Massa esordì dichiarando di non essere interessato alla correttezza o falsità della consulenza prodotta dal Massa, tolse la parola al sottoscritto ed al mio legale quando provammo a fare riferimento all’esistenza del noto verbale (le cui risultanze erano identiche alle conclusioni esposte dal sottoscritto nell’atto di querela del 29.02.00, tempo in cui era ancora degente in ospedale ed all’insaputa di quali fossero le risultanze dei rilievi e di chi li avesse esperiti, la querela fu archiviata dal dr. Costantini) e tolse la parola all’Ing. Baroncini Claudio di Livorno quando quel Professionista tentò di dichiarare di non aver avuto tale atto a seguito della di lui nomina a c.t.u. ed avrebbe voluto esporre chiaramente e con la dovuta competenza, la valenza del contenuto di quel verbale per l’attribuzione delle relative responsabilità ma ciò non fu concesso.



     Questo Proc. Capo , come Lei ha potuto constatare è giunto vergognosamente a dire che anche quel verbale (del quale è stata fornita copia autenticata),è frutto di mie deduzioni.



     Appare inutile sottolineare che gli esposti comportamenti delle varie A.G. non possono essere conseguenti alla volontà del noto “Massa” e quindi non si ravvisa nessuna difficoltà a trarne le conclusioni.

     Restando ai fatti il dr. Costantini omise di prendere contezza di due pagine di verbale e lo  passò al “Massa”, di seguito si ravvisano gli estremi per procedere nei confronti di entrambi o comunque, considerata la complessità (ed il conseguente imbarazzo), adottare un’iniziativa a seguito della quale si tenga conto del noto verbale, si proceda nei confronti del responsabile del sx (ove io ho cooperato) e si proceda anche nei confronti del responsabile civile.

     Il riferimento è necessario poiché, come già esposto, nemmeno il Giudice civile vuole procedere a nomina di un suo perito affinchè si esprima con dovizia avendo a disposizione tutti gli atti del sx, in pratica viene ricalcato il comportamento del G.I.P. Buzzegoli il quale in sede penale, di seguito alla sua “Omissione” (sentenza Cass. nr.34152 V° sez. Pen. Del 12.10.06), dichiarò al sottoscritto di “Non essere interessato all’accertamento della verità”.



Dr.ssa Macciò, questi dieci anni rappresentano un peso che stà diventando insostenibile per il sottoscritto e l’attesa affinchè sia fatta “Giustizia” è fervida ed oramai incontenibile.



Nello scusarmi  nuovamente Le porgo i miei sinceri e Distinti Saluti.



                                                                                                                              Masoni Mauro


All. nr. 39) Sesto Fax alla Procura di Genova

Oggetto: Denuncia presentata in data 17.06.2010 dal sottoscritto Masoni Mauro, nato a Pistoia in
               Data 05.10.56, ivi residente in via di Santomoro nr.313, reperibile all’utenza Tel. nr.
               335-8251013.-


ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI                             G E N O V A
c.a. Dr.ssa Macciò Sost.



       Conseguentemente a tutto quanto fornito alla S.V. appare logico che tutto quanto avvenuto non è assolutamente frutto di casualità alcuna ma ogni accadimento è stato disposto ex-ante da qualcuno che, evidentemente aveva interesse  a far in modo che le chiare responsabilità relative al sx in argomento non emergessero assolutamente.

       Lo scrivente afferma quanto sopra perché non è possibile che lo stesso “Verbale” scompaia ripetutamente da più fascicoli e non sia stato fornito, in tempi diversi, a chi per legge avrebbe dovuto obbligatoriamente averlo.

       Ciò che toglie ogni dubbio è proprio la perseveranza con la quale si vuol continuare a non considerare il “Verbale” di cui sopra atteso che, il contenuto di tale atto è “Determinante” proprio per l’attribuzione delle già citate responsabilità.

       Ciò può essere fermamente asserito in quanto, il comportamento di cui sopra è continuato anche quando il sottoscritto ebbe ad acquisire copia autenticata di quel Verbale fornendolo a chi di dovere e sottolineando tale evidenza a più riprese.

       Naturalmente si disconosce chi abbia avuto interesse ad assumere tale comportamento e quale sia l’interesse che spinge strenuamente i vari “Attori” a disconoscere vergognosamente determinate evidenze.

       Nel fax del 30 c.m. sono stati evidenziati uno per uno tutti i punti che costituiscono palese motivo di contestazione a tutte le A.G. indicate che, imperterrite vogliono continuare a tenere un comportamento “Inqualificabile”.

       A tal proposito, considerato il tutto, anche il Dr. Costantini Luciano, all’epoca P.M. del fascicolo relativo al sx di cui trattasi, non può esimersi dal fornire chiare spiegazioni relative allo “Strano” comportamento tenuto anche da quella A.G.-

A parere di chi scrive non appare sufficiente che il Dr. Costantini, interloquendo col sottoscritto (due anni or sono), si sia voluto “Giustificare” asserendo di non aver letto quel Verbale che consegnò immediatamente al c.t.u. da lui nominato. (che ne occultò il contenuto).-

       Come già riferito, il dr. Costantini, pochi giorni or sono, ha negato il tutto ed ha reagito come riportato nel fax precedente.

Trattasi di un verbale dei rilievi relativi ad un sx stradale ove una persona ha perso la vita, due pagine di verbale indirizzate a quella A.G. la quale avrebbe dovuto “Obbligatoriamente” prendere atto del contenuto e così facendo sarebbe stata individuata immediatamente la causa scatenante del sx che  risulta ben descritta in tale atto.

       Di seguito sarebbe stata immediatamente confutata la c.t.u. del noto “Massa” ed a quel c.t.u. sarebbe stato contestato tutto quanto rilevato da quella A.G.-

Ma, come sappiamo, ciò non accadde e, nel contempo quel Verbale non fu consegnato nemmeno al Consulente di parte Ing. Barsottini Luca.

       Inutile ribadire che, una volta emerso che il citato “Massa” è totalmente privo di titoli per assolvere a tali incarichi e che quindi la sua ct.u. è da considerarsi atto “Nullo” ed “Inutilizzabile”, nessuna delle A.G. interessate ha voluto tenere conto di ciò anzi, a quanto risulta, continuando a tenere lo stesso “Inqualificabile” comportamento, nonostante i numerosi documenti tecnici in atti e la pronuncia di un Giurì d’Onore che confermava totalmente la c.t.p. del citato Ing. Barsottini Luca, l’unico documento del quale si “Vuol” continuare a tenere conto è la c.t.u. del citato “Massa” nonostante quanto sopra e nonostante lo stesso abbia palesemente “Occultato” il noto Verbale dei rilievi dell’Arma cc.



       Il riferimento, oltre all’ultimo Giudice in sede penale, il G.I.P. Buzzegoli il quale asserì e dimostrò con i fatti di “Non essere interessato all’accertamento della Verità” è anche al Giudice Civile Dr.ssa Garufi Daniela alla quale il mio legale, per ben “cinque volte” (quattro Istanze e la Conclusionale presentata da pochi giorni), a seguito di quanto emerso e chiaramente prospettato, ha costantemente richiesto la nomina di un Consulente da parte di quel Giudice ma ogni richiesta è stata immediatamente rigettata.



       Inutile anticipare che il sottoscritto procederà penalmente nei confronti di chiunque dichiari ancora che l’unico documento “Tecnicamente corretto” è la c.t.u. del “Massa” o comunque voglia prenderne atto in quanto il “Soggetto” è responsabile di tutto quanto contestato nelle varie denuncie.



                                                           ^^^^^^^^^^^^^^^^



       In riferimento a quanto sopra, tengo ad informare la S.V. che in data odierna 02.04.11 ho potuto prendere atto della “Conclusionale” del difensore civile del LO GUASTO Giovanni.

       Niente di nuovo in quanto, consapevoli tutti di essere autorizzati a dichiarare il “Falso” anche per iscritto, tale legale ha evitato di fare il benché minimo riferimento al contatto tra le vetture che risulta dal noto Verbale; Con una discreta “Sfacciataggine” ha continuato a definire “Ingegnere” il noto “Massa” incurante del fatto che è oramai cosa certa che mai è stato conseguito quel titolo da quel soggetto il quale, per mancanza di titoli non è stato iscritto all’albo periti del Trib. di Firenze ove aveva presentato la domanda.

       Inoltre, noncurante delle “Cinque”  consulenze, sia di parte che disposte dalla A.G., tutte redatte da Dott. In Ing. ben conosciti nei vari palazzi di Giustizia in quanto costantemente nominati ed uno dei quali è anche Ricercatore universitario e docente proprio di cinematica stradale presso l’Ateneo Fiorentino nonché del verdetto del Giurì d’Onore nominato dal Sig. Presidente del Trib. di Lucca, verdetto che confermò in toto la consulenza di parte dell’Ing. Barsottini Luca, oltre a voler tenere conto della c.t.u. del noto “Massa” (che ha occultato il verbale dei rilievi ed ha scritto il contrario) riportando inoltre il valore di velocità della controparte “Volutamente” erroneo e facendolo apparire in 65 km/h anziché negli effettivi 85 km/h risultanti a tutti i professionisti di cui sopra.

       Per fare ciò, al “Massa” fu sufficiente “Omettere” di considerare i 12.57 metri di frenata radente, su fondo asciutto come risulta dal prestampato e dal Verbale dell’Arma cc. e per quando riguarda il fondo, verbalizzato come asciutto, ne è prova incontrovertibile che tale frenata è rimasta impressa sull’asfalto per oltre un anno dall’evento.



       Inoltre lo scrivente, considerando comunque come focale il fattore di velocità della controparte, come risulta in atti, fece calcolare anche il margine di errore esistente comunque per tale calcolo.

       L’Ing. Ciompi di Siena, professionista con esperienza trentennale, rispondendo alla domanda ha posto per iscritto che, considerati tutti i dati e tutti gli elementi a disposizione, il margine di errore per tale calcolo è “Ricompreso” entro il 5% (cinque per cento) e, come risulta, il “Massa” ha voluto riportare un fattore tale che, anche se superiore al limite, potesse essere ritenuto ininfluente per quanto accaduto e cioè 62,5 km/h anziché gli effettivi 85 km/h ossia, considerato il sopracitato margine di errore, (5%) se ne volle discostare di ben il 26.48 %.



Tale legale ha definito “Polverone”  alzato dal sottoscritto tutti quelli che sono stati i risultati dell’indagine a carico del “Massa” per altro confermati anche nell’informativa dell’Arma cc. e, non contento quel “Legale” non ha esitato a definire “Bugiardo” il sottoscritto addebitandomi una cosa “Mai detta” e cioè che durante il sorpasso dovetti rientrare perché la strada era finita.

       La S.V. ha in atti anche il Verbale del mio interrogatorio e come può tranquillamente verificare sono assolutamente scevro da tale dichiarazione.

       Quello che io tenni a precisare è che fui costretto a rientrare in quanto la vettura da me sorpassata si allargò repentinamente verso sx costringendo lo scrivente a fare altrettanto per cercare di evitare l’urto ma, gioco forza dovetti rientrare verso dx perché la “Larghezza” della carreggiata era terminata (in interrogatorio precisai anche: “Cominciavano gli alberi” e mi riferivo ovviamente ai filari posti ai due margini della carreggiata medesima).

       Il sottoscritto è nato a Pistoia e conosce perfettamente il viale Adua, è consapevole che è un viale totalmente rettilineo lungo circa quattro km e sarebbe stato ridicolo affermare l’esistenza della fine del viale dopo percorsi appena quattrocento metri o comunque inventarsi una inesistente curva.



        Per asserire ciò, quell’avvocato non ha minimamente verificato il mio interrogatorio ma si è rifatta alla dichiarazione medesima che all’epoca fu fatta anche dal G.U.P. Selvarolo Rosa e poiché trattasi di un falso altro non è che uno dei motivi per i quali è stata sporta la denuncia per la quale Lei è titolare delle indagini.



       Il tutto appare sempre più frutto di  una “Regia” oramai non so quanto occulta a seguito della quale, anche in sede civile, oltre ad esserci il Giudice che si è rifiutato strenuamente di nominare un consulente di sua fiducia il quale, allo stato si sarebbe potuto esprimere sulla base di tutti gli elementi contenuti in atti, il legale difensore della controparte non può fare altro che continuare a citare le sentenze penali naturalmente omettendo di dire che quei “Giudizi” sono palesemente viziati poiché i fascicoli, come la S.V. ha preso atto, sono privi degli atti non solo utili ma determinanti per la pronuncia.

       Il giudice civile, considerato il tutto, ha la possibilità di pronunciarsi basandosi sulle risultanze di un documento tecnico-scientifico veritiero ma, allo stato non sembra sia questa la sua intenzione.

       “Ordini di Palazzo” ?

Lo scrivente evita di fare una affermazione del genere ma, sinceramente il cumulo dei dubbi altro non fa che aumentare.



                                                      ^^^^^^^^^^^^^^^^



       Dott.ssa Macciò, la S.V. certamente avrà preso atto che il sottoscritto, nell’esporre i fatti si è basato esclusivamente su fatti oggettivi evitando scrupolosamente di riportare deduzioni o presunzioni di sorta.



       Atteso quanto sopra il riferimento è alla totale mancanza di testimoni al momento dell’evento e, considerato che la mia passeggera perse la vita sul colpo e che il sottoscritto era in stato di coma dal quale, i medici informarono i familiari difficilmente mi sarei risvegliato, quello che appare è che per il “Massa”, che aveva quella volontà, non vi era niente di più facile che occultare il verbale e riportare il contrario nella sua c.t.u. così come è avvenuto.

       Il punto “Strano”è relativo alla domanda conseguente e cioè:Per quale motivo la locale A.G. vuole proteggere così strenuamente il Massa ?



       Premesso quanto sopra e, continuando a non voler insinuare assolutamente niente si rappresenta comunque e solo a titolo informativo che, in modo consequenziale al “Falso” prodotto dal Massa, al responsabile civile è stato garantito un profitto che può ritenersi più che congruo.

       Il padre del Massa fino all’anno duemila è stato tecnico fiduciario proprio presso quella compagnia ed il LO GUASTO Giovanni (controparte responsabile nel sx) aveva il cognato (Fratello della di lui moglie), responsabile dell’agenzia sita in Quarrata (PT), proprio di quella compagnia, nulla osta quindi al fatto che Vannucci Manfredi, cognato di Lo Guasto Giovanni, responsabile dell’agenzia di quell’assicurazione e che conosceva il Massa padre, potesse aver conosciuto anche il MASSA figlio anche perché nonostante il fatto che si firmasse Ing. non essendolo e nonostante il “Rigetto” del Trib. di Firenze ha comunque operato molto nel territorio pistoiese essendo stato nominato per decine e decine di volte sia come c.t.u. dalla locale Procura nonché come Perito dal locale Tribunale.

Tanto si riferisce comunque per doverosa notizia e per completezza di informazione.



Si porgono Distinti Saluti.-



                                                                                                        Masoni Mauro



                                                                                           _________________________

mercoledì 25 maggio 2011

All. nr.38) "Divise sporche", uno stipendio per perseguire chi delinque ed invece lo si aiuta per obbedire agli ordini dei "Togati"

"Divise sporche", uno stipendio per perseguire chi delinque ed invece lo si aiuta per obbedire agli ordini dei "Togati"

pubblicata da Mauro Masoni il giorno mercoledì 25 maggio 2011 alle ore 18.24

Che schifo dover assistere al comportamento di chi indossa una divisa e "Dovrebbe" applicare la legge penale nei confronti di chiunque mentre invece "Disonorando" la propria uniforme obbedisce tacitamente agli ordini di alcuni "Togati" che hanno il loro "Interesse" e chi delinque ne risulta palesemente "Favorito".
Questi soggetti sono ancora più schifosi se si considera che si sono approfittati della "Morte" di un M.llo dei CC. per ordire la loro infame trama.
Infatti quel M.llo non può testimoniare e quindi è sufficiente "Occultare" vigliaccamente il verbale da lui redatto ed il gioco è fatto.
Ma questi esseri "Infami" che preferiscono essere i "Ruffiani" di chi ha il potere possono essere in pace con la loro coscienza ?
Domanda inutile in quanto ne sono assolutamente privi e anzichè fare il loro dovere preferiscono rimanere in buoni rapporti con chi ha determinati poteri.
Stò parlando di un Uff. di P.G. appartenente all'Arma dei CC. che ha eseguito vigliaccamente le direttive di qualche "Magistrato".
La vicenda è relativa ad un incidente stradale ove perse la vita una persona, il Verbale dei rilievi fu "Occultato", le responsabilità attribuite alla parte lesa e ad una compagnia di Ass., nel caso la LLoyd Adriatico, in modo consequenziale fu garantito un profitto di circa tre miliardi delle vecchie lire.
Questo non è un particolare di secondo piano in quanto se con tale leggerezza si giungono ad avere tali comportamenti chissà quante volte può essere capitato e non è escluso che le varie compagnie di assicurazione siano riconoscenti nei confronti di chi le ha palesemente favorite.
Come si può capire, parlando di tre miliardi ogni volta, non è escluso che qualcuno si faccia una bella penzione.
Naturalmente tutti gli "Attori" di questa vicenda sono stati denunciati all'A.G. competente e sono in attesa degli sviluppi del caso con la inenarrabile e fervida speranza che ve ne siano poichè sono oltre dieci anni che stò combattendo contro questi "Figuri", si, i "Magistrati" del palazzo della "Giustizia" di Pistoia tra i quali, per esempio ve ne è uno che ebbe a dirmi che "L'accertamento della verità non lo interessava".
Che pena !
Per chiunque fosse interessato può trovare ogni minimo dettaglio nel mio blog http://moonposter.blogspot.com/ -



lunedì 23 maggio 2011

All. nr.37) "Allora si procede penalmente anche nei confronti di "Magistrati" !

Pubblicato alle ore 00.19 del 24.05.11

Il Presidente del Tribunale di Imperia qualche giorno fa è stato arrestato per corruzione in atti
giudiziari.
In pratica percepiva “Mazzette” per “Aggiustare” svariati Processi o per favorire il “Corruttore” di turno relativamente ai provvedimenti che la Questura avrebbe voluto adottare nei suoi confronti.
Per quanto riguarda la Procura ed il Tribunale di Pistoia resto in attesa di quanto sarà rilevato dalla A.G. inquirente che è stata meticolosamente informata di tutti i vari fatti reato commessi dai vari “Togati” appunto di Pistoia.
In data 18.05.11 ho presentato atto di denuncia nei confronti del “Quinto” Magistrato (per ora) ed il fatto di Imperia mi fa ben sperare riguardo al fatto che si stà procedendo anche nei confronti di altri Magistrati i quali hanno palesemente violato la Legge Penale.

Vedremo i prossimi sviluppi e comunque chi fosse interessato in questo blog potrà trovare ogni risvolto relativo a quanto commesso dai “Magistrati” di questa sede e qui di seguito si riporta l’ultima denuncia nei confronti dell’allora P.M. Dr. Costantini Luciano.

giovedì 6 gennaio 2011

All. nr. 33) Quarto fax alla Procura di Genova

          OGGETTO: Denuncia presentata in data 17.06.10 da Masoni Mauro nato a Pistoia in data
                               05.10.56, ivi residente in via di Santomoro nr.-313- Utenza Tel. nr.335/8251013
                               Fax nr. 0573/474956 -  




      ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI                                  G E N O V A
c.a. Dott.ssa Macciò Sost.



     Dottoressa Macciò buongiorno, di seguito alla denuncia di cui all’oggetto ritengo che Lei abbia preso atto dell’inqualificabile comportamento dei vari “Togati” indicati nell’atto di cui trattasi per cui non vi è giustificazione alcuna anzi, come sottolineato nella denuncia trattasi di un comportamento volontario, spero solo per interessi di “Palazzo” mirati ad evitare gli innumerevoli ricorsi che gli interessati avrebbero presentato una volta preso atto del fatto che il soggetto “Massa”, nominato per decine di volte sia c.t.u. nonché perito, non ha titolo alcuno per assolvere a tali incarichi e quindi tutti gli atti da lui prodotti sono da considerarsi nulli e quindi inutilizzabili a prescindere dal loro contenuto.
     In questo fatto determinato il “Massa” medesimo si è comunque reso responsabile di tutti i delitti da me contestati per ben tre volte ma, come Lei avrà constatato, trattasi di figuro ben “Protetto” e continuo a sperare solo per i citati motivi di “Palazzo” in quanto, in modo consequenziale al “Falso” da lui prodotto, ad una compagnia di assicurazione è stato garantito un profitto che ammonta a circa tre miliardi delle vecchie lire e qui appare d’obbligo sottolineare che in quel periodo, il padre del citato “Massa” era Ing. fiduciario proprio di quella compagnia e considerata la totale assenza di testimoni, considerato che la mia “Donna” perse la vita nel sinistro ed il sottoscritto era in stato di coma per il quale i medici avevano dato poche speranze, niente di più facile per il citato “Massa Massimo Manfredi” che “Occultare” il noto verbale dei rilievi e riportare nella c.t.u. un palese quanto indegno e quanto infame “Falso”.
      Dott.ssa Macciò, come Lei avrà constatato, di tutto quanto è stato meticolosamente messo al corrente il locale Proc. Capo Dott. Renzo Dell’anno il quale, anziché promuovere l’azione penale nei confronti del “Massa” ha ben diretto i comportamenti di tutti i giudicanti che si sono succeduti (a Lei ho fornito il benché minimo dettaglio) e quindi il sottoscritto si trova ad avere a che fare con il citato Proc. Capo che, come Lei ha potuto verificare in modo documentale, non ha esitato a dichiarare in forma scritta che, ad esempio il Verbale dei rilievi esperiti dal M.llo Nocera, (quello occultato dal Massa), è una mia “Deduzione” ed infatti tale atto è stato “Occultato” nuovamente e per altre due volte, sia dalla locale Procura (che non lo consegnò al c.t.p. nominato) e  fu estrapolato dal fascicolo diretto al giudice Selvarolo Rosa ove la Dott.ssa Corsini Rossella Sost. lo aveva allegato (basta leggere la richiesta di rinvio a giudizio della controparte LO GUASTO Giovanni ove ne è ben fatta menzione), inoltre, sempre la locale Procura “Omise” di consegnare lo stesso verbale all’Ing.  nominato come nuovo c.t.u. alla riapertura delle Indagini.
     Ma continuando, il citato Proc. Capo Dell’anno non ha esitato a definire mia “Deduzione” anche il “Rigetto” del Trib. di Firenze, conseguente alla domanda di iscrizione prodotta dal “Massa” nel giugno del 1999 (il tutto è allegato alla denuncia), rigetto che conseguì poiché il comitato presso quel Tribunale sottolineò la totale assenza di titoli del “Massa” il quale non risultava, ovviamente, nemmeno iscritto all’Ordine degli Ing. (lo stesso si firmava come tale ma, come risulta non ha mai conseguito quel titolo di studio).-
     Preso atto anche di tutti gli altri fatti oggettivi e documentali che sono stati vergognosamente definiti  mie “Deduzioni”, considerato che il citato Renzo Dell’anno riuscì a mettere a tacere una testata giornalistica che verificò tutto quanto sopra e che l’inviata ebbe a redarre il conseguente articolo sottolineando che i vari “Giudici” si erano rifiutati di interloquire e che il Dell’anno rispose solo: “Lei non può capire”, il sottoscritto, per non lasciare niente di intentato stà comunque, in modo autonomo, cercando di rendere quanto più possibile pubblico ogni particolare di questa “Inqualificabile” vicenda provvedendo quindi a pubblicare su un blog tutti gli atti riguardanti il caso ed a tal proposito, tengo a sottolineare che, se anche un solo rigo di quanto scritto non fosse conforme al vero, come Lei ben sa, sussisterebbero tutti gli elementi per procedere nei miei confronti, quantomeno per il delitto di calunnia ma nessuno dei “Magistrati” interessati è minimamente sfiorato da questa idea in quanto tutti consapevoli di essere responsabili di tutto quanto a loro addebitato.
Dott.ssa Macciò mi creda, mi sento da solo a dover combattere contro tutti i soggetti indicati e come Lei può immaginare la lotta è palesemente impari ma nonostante tutto continuo ad avere fiducia in questa Giustizia per la quale, per trenta anni e sei mesi anch’io ho dato il mio contributo e proprio per questo stento ancora a credere che dei “Togati” possano giungere a tanto ma devo arrendermi all’evidenza dei fatti e nell’attendere le Sue determinazioni, Le rinnovo la richiesta di essere sentito a Verbale sempre che la S.V. voglia scendere in dettaglio riguardo a qualche particolare ricompreso in atto di Denuncia.

Distinti Saluti

                                                                                                           Masoni Mauro

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