sabato 31 maggio 2014

All.nr.217) "IL C.S.M. AVEVA GIA' NOMINATO DA UN MESE IL DR. CANESSA COME PROC. C. DI PISTOIA ED ORA ? LEGGETE E FATEVI UN'IDEA DI QUESTO PAESE-

  • Mauro Masoni "Sorridi, siamo su scherzi a parte"
    Si, d'impatto la prima cosa che mi è venuta in mente è proprio l'esternazione di cui sopra.
    Perchè ?

    Presto detto, la "Magistratura" ricomprende il "C.S.M." ossia l'organo di "Autogoverno" degli stessi togati e, come ben sappiamo, il 99,9% delle volte non tiene assolutamente conto dell'aberrante nonchè delinquenziale condotta tenuta dagli appartenenti a tale ordine.
    Ora, per il soggetto in questione il C.S.M. si è già espresso a chiare note per ben due volte ed a seguito di accertamenti esperiti da quell'organo, da quanto risulta anche sulla stampa, quel soggetto non è stato riconfermato dal C.S.M. per "Gravi carenze Professionali".
    Il sottoscritto ovviamente non può che confermare la pronuncia del citato C.S.M. in quanto ha constatato di persona di cosa sia capace il soggetto medesimo anzi, visto che ci troviamo, colgo l'occasione per ricordare al caro soggetto (che pare riconfermato), che come da me già denunciato all'epoca, lo stesso deve ancora adempiere a quelli che sono doveri del suo ufficio ed in particolare "Deve" procedere al "Sequestro" di nr. "DUE" fascicoli processuali in quanto palesemente costituenti "Corpo del Reato".
    Si ricorda infatti che il soggetto, oltre ad essere responsabile di tutto il resto, fu palesemente "Omissivo" di atti del suo ufficio (che, come si ricorda non sono facoltativi ma bensì "Obbligatori").
    Comunque, da quanto emerge, il C.S.M. non ha assolutamente titolo per pronunciarsi sulla conferma o meno di un soggetto ad una determinata funzione e questo lo si evince perchè, un "Tribunale Amministrativo regionale", per ben due volte ha reso nullo l'intervento dell'organo di autogoverno della magistratura.
    Ma il punto da tenere in considerazione è che, relativamente alle motivazioni (pubblicate per intero sulla stampa, "Il Tirreno" e Quarrata News), del C.S.M., di "Amministrativo" non c'è proprio niente in quanto la "NON" riconferma del soggetto ha avuto luogo per "Gravi carenze Professionali" riscontrate dal C.S.M. e riguardanti l'interessato.
    Naturalmente c'è da dire che, al contempo fu riscontrata una certa "Celerità" nello smaltimento dei fascicoli ma, continuando a leggere le motivazioni del C.S.M., viene posto in evidenza che molte denunce venivano "Arbitrariamente" inserite a Modello "Non Costituenti reato" o "Contro ignoti" nonostante fossero sempre fornite tutte le generalità della persona denunciata.
    Ma il C.S.M. andò ben oltre, ponendo in evidenza anche che il "Soggetto" con la sua "Dittatoriale" condotta, aveva escluso totalmente tutta l''autonomia decisionale dei Sost. i quali dovevano soltanto "Eseguire" tassativamente quanto dal Soggetto ordinato.
    Ok, considerato quanto sopra, sinceramente appare "Incomprensibile" come, in quale modo e per quale motivazione, un T.A.R. si opponga anzi "Annulli" "DUE pronunce del C.S.M.-
    Si potrebbero scrivere altre mille pagine ma termino ricordando che, a quanto risulta, presto sarà presa in esame la "Riforma" della "Giustizia" e, parlando di questo "Ordine", appare improprio il termine "Riforma" in quanto quella "Amministrazione statale" andrebbe rifondata di sana pianta in tutta la sua architettura (parole del pres. delle camere penali italiane).
    Se poi teniamo conto anche di quanto dichiarato dal Sig. Rossi Dr. Nello, Proc. Agg. di Roma, non possiamo dimenticare che l'istituto del "Processo" in Italia è sempre "Criminogeno" Stop.
    In seguito va considerata anche l'intervista al Sig. Morcavallo, dallo stesso rilasciata quando ancora era Giudice presso il Trib. dei minori di Bologna poichè da tali dichiarazioni si evinceva chiaramente che tutti ii suoi colleghi "Adoperavano" i minori solo come pedine dalle quali trarre sempre un "Profitto" personale.
    Il Morcavallo ovviamente fu sospeso dal C.S.M. ma, a seguito del suo ricorso, la corte di cassazione lo riammise immediatamente a ruolo.
    Il punto interessante è che il Sig. Morcavallo, di nuovo Giudice, diede spontaneamente le dimissioni poichè "Schifato" da tutto l'ambiente.
    In pratica è uscito da vincitore ma, se la cassazione ha accertato che tutto quanto da lui dichiarato è conforme al vero, per quale motivo nessuno procede nei confronti di nessuno dei togati segnalati ?
    Lasciamo perdere ed infine teniamo conto anche dell'intervista rilasciata dal Sig. Mori Edoardo il quale è stato Giudice per oltre 40 anni.
    Lo stesso non si sottrasse a nessuna delle domande a lui poste e, vista la sua esperienza, fece anche i dovuti paragoni con la Giustizia di altri paesi europei.
    In pratica ci meritiamo totalmente il "Terzultimo"posto al mondo sia per efficienza nonchè per competenza.
    Facciamo proprio pena e, tra una cosa e l'altra, si prende atto che un "T.A.R." dice e ripete al C.S.M. : "Taci" !
    Stop.


  • Renzo Dell’Anno di nuovo procuratore capo di Pistoia

    Il Tar boccia anche il secondo provvedimento con cui il Csm non ha confermato il magistrato alla guida dell’ufficio di piazza Duomo
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      PISTOIA. Renzo Dell’Anno è nuovamente procuratore capo della Repubblica di Pistoia. Per la seconda volta, il Tar del Lazio ha dato torto al Csm per la mancata riconferma di Dell’Anno alla guida della procura di piazza del Duomo.
      La sentenza del Tribunale amministrativo regionale è stata depositata nella giornata di ieri 26 maggio e arriva poco meno di un mese dopo la deliberazione con cui, invece, il Consiglio superiore della magistratura ha nominato procuratore capo di Pistoia Paolo Canessa, attualmente procuratore aggiunto alla procura della Repubblica di Firenze, il cui arrivo era atteso attorno alla metà di giugno.
      Siamo di fronte quindi all’ennesimo atto del braccio di ferro in corso da più di due anni tra il Csm e Renzo Dell'Anno, procuratore capo fino all'aprile 2012, poi non confermato dal Consiglio superiore, poi tornato in carica dopo il ricorso vinto al Tar e di nuovo, nell'ottobre scorso, non confermato alla guida della procura da un secondo provvedimento del Csm, a cui ha fatto seguito un ulteriore ricorso da parte del magistrato al Tar.
      Ed è proprio la sentenza relativa a quest’ultimo ricorso che è stata depositata ieri.
      Il primo giudizio negativo dell'organo di autogoverno della magistratura, emesso il 19 aprile del 2012, era stato annullato dal Tar del Lazio il 26 marzo 2013 (l'impugnativa del Csm al Consiglio di stato è stata discussa nel merito ma anche in questo caso la sentenza non è stata ancora depositata) con una sentenza immediatamente esecutiva (ma non rispettata per mesi dal Csm) con cui i giudici amministrativi annullavano anche la deliberazione con cui il Csm aveva incluso tra gli uffici vacanti quello di procuratore della Repubblica presso il tribunale di Pistoia.

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    lunedì 26 maggio 2014

    All.nr.216) "GIUSTIZIA" ? NON PARLIAMO DI "RIFORMA" ! QUELL'ISTITUTO DEVE ESSERE COMPLETAMENTE RIFONDATO !

    • Una seria riforma della "Giustizia" nel paese "Italia" (al terzultimo posto al mondo per efficienza, onestà e correttezza ed io aggiungo "Competenza") è assolutamente "Indispensabile" affinchè questo disgraziato paese torni ad essere la patria del "Diritto!".
      I cittadini "Vittime" della "Malagiustizia" (tante migliaia), si ritrovano a dover lottare con "Togati" che, per esempio, scrivono palesemente il "Falso"; "Occultano vigliaccamente atti veri"; "Usano spudoratamente atti falsi"; "Favoriscono spudoratamente i delinquenti".
      Ma come ben sappiamo, in Italia (e solo in Italia), non è che trattasi solo di una lotta "Impari" poichè è praticamente "Inutile" denunciare i "Togati" che delinquono in quanto a "Giudicare" la loro criminosa condotta sono altri "Togati" (ossia sempre appartenenti alla casta) i quali restano sempre osservanti del "Vincolo associativo" che accomuna tali soggetti.
      (la locuzione "Vincolo associativo" non è stata adoperata a caso ma, poichè oltremodo calzante, è stata estrapolata dall'art. 416 bis del C.P. che tratta l'associazione a delinquere di stampo mafioso).
      Le migliaia di denunce infatti vengono puntualmente archiviate (Insabbiate) ed il cittadino comune è assolutamente "Inerme" di fronte di fronte a questo genere di infame "Violenza".
      Purtroppo ci sono gli "Avvocati" e spero che il lettore non si meravigli se ho adoperato il termine "Purtroppo" anzichè "Meno male".
      In Italia la professione legale è oggetto di una assolutamente ingiustificata inflazione in quanto, per esempio, nel solo "Circondario" di Roma, esercitano tanti avv. quanti sono quelli che esercitano in tutta la Francia.
      Senza tanti giri di parole, oltralpe (come in altri paesi), la legge è rispettata ed applicata in Primis da quelle A.G. e quegli avvocati sono sempre certi di essere ascoltati poichè promuovono sempre contestazioni previste per legge ed un avv. che inizia una causa la porta sempre fino in fondo al contrario di ciò che accade in Italia in quanto i legali da noi non curano assolutamente l'interesse del cliente il quale si vede costretto a cambiare e ricambiare più volte l'avv. nel vano tentativo di trovarne qualcuno che sia competente e che abbia anche un pò di attributi per esporre i fatti senza fare sconti a chicchessia. (in pratica una mosca bianca).
      Quindi è proprio per questo motivo che nonostante i vari circondari "Straripino" di avvocati, non se ne trova uno che sia uno senza lavoro in quanto o di riffa o di raffa (spesso a causa già iniziata da uno due o tre colleghi) vengono contattati dal cittadino disperato il quale vuole solo far valere i propri diritti nei modi previsti dalla legge e non dalla "Volontà" del "Togato" X. (il sottoscritto, come già scritto più volte, in sede "Penale" ne ha dovuti cambiare "Sette" mentre in sede "Civile" ho trovato un professionista che, scrive chiaramente le cose come stanno ed in modo molto diretto).
      In Italia già è difficilissimo che un avvocato faccia notare alle varie A.G. che il loro operato (anche se palesemente fuori legge), "Può apparire leggermente carente di determinati approfondimenti".
      Insomma da noi gli avvocati "Rompipalle" non fanno carriera e sono palesemente tagliati fuori mentre i tantissimi "Principi del foro" sono semplicemente i legali che eseguono tassativamente gli ordini del "Palazzo" e nell'affrontare una causa non si curano minimamente del loro cliente ma, "Supinamente" chiedono alle varie "A.G." fino a che punto possono giungere (per non urtare la suscettibilità dei cari togati) e quali sono le cose (anche se oggettive) che non devono assolutamente essere ne esposte e nemmeno ricordate in aula.
      Di questi "Avvocati" (per modo di dire), un cittadino non sa proprio che farne e vista la loro assoluta "Inutilità", quello stesso cittadino si chiede a quale titolo deve corrispondere gli "Esosi" onorari a quei professionisti che sono serviti a poco o niente ma che sono comunque "Puntualissimi" nel presentare i loro conti.
      La risposta del cittadino dovrebbe essere la seguente: "Poichè tu hai solo "Fatto finta" di difendere i miei diritti, adesso, per cortesia, fai anche "Finta" di aver già incassato.
      Problemi non ne avrai sicuramente perchè nell'arte del "Fingere" sei un maestro.
      Stop. 
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    sabato 24 maggio 2014

    All. nr.215) "GIUSTIZIA": COME PUO' ESSERE "RIFORMATO" CIO' CHE NON C'E' ?

    24 maggio 2014 alle ore 12.12

    In data 22 maggio 2014 il sottoscritto ha preso parte alla trasmissione "Radio diritti negati" ed il tema ovviamente era "La Malagiustizia vissuta dai cittadini".
    In linea erano presenti sia il Sig. Pino Zarrilli (presidente comitato spontaneo cittadini contro la malagiustizia) ed il Sig. Bruno Falzea, anch'egli vittima della delinquenziale condotta che, costantemente i vari "Togati" sono soliti tenere.
    Nel corso della conversazione il Sig. Zarrilli fece presente che all'indomani avrebbe accompagnato al Tribunale di "Genova", una signora la quale avrebbe dovuto prendere parte (in qualità di parte lesa), ad una "Udienza Camerale" davanti a quel G.I.P. a seguito della denuncia dalla stessa presentata per il delitto di  Calunnia nei confronti di un "Magistrato".
    Il sottoscritto avvisò il sig. Zarrilli che quell'udienza, per certo, non avrebbe avuto luogo in quanto non risulta ne consueto ne logico per i vari togati, dare seguito a quelli che sono "Istituti" anche se ben contemplati e previsti dal vigente c.p.p.-
    Infatti nell'ottobre 2012 il sottoscritto fu avvisato, sempre dal "Tribunale di Genova" che era stata fissata l'udienza camerale a seguito delle denunce proposte a carico di nr. "SEI" magistrati (per modo di dire), appartenenti al palazzo della "Giustizia" di Pistoia.
    Lo scrivente si recò a Genova ma giunto nell'ufficio di quel G.I.P. dovette prendere atto di una vera e propria "Farsa".
    In pratica quel giudice, tale "Baldini", chiese al sottoscritto se avesse "Qualcosa" da dichiarare ed il sottoscritto rispose che era palese il fatto che era mia intenzione argomentare compiutamente tutti gli elementi ricompresi negli atti di denuncia da me presentati ed ovviamente oppormi, con chiare ed oggettive motivazioni, a quel P.M. (Manotti), il quale aveva proposto la richiesta di "Archiviazione" e quindi fu chiesto a quel g.i.p., di attendere che fossero presenti sia quel P.M. nonchè gli avvocati delle persone denunciate.
    Il citato G.I.P. Bellini rispose immediatamente che alle "Udienze camerali" non partecipano "Mai" ne il P.MM. e nemmeno gli avvocati delle persone denunciate ed a nulla valse la puntualizzazione del sottoscritto, relativa al fatto che era mia intenzione "Oppormi" alla richiesta di archiviazione proposta da quel P.M. e che, in sua assenza quel "Giudice" non avrebbe potuto assistere al contraddittorio e decidere di conseguenza.
    Niente da fare, quel G.I.P. chiese nuovamente se il sottoscritto avesse da dichiarare qualcosa e quindi mi feci escutere a Verbale per oltre un'ora nonostante, sempre il G.I.P. Baldini, ogni "5" minuti mi esortasse ad essere breve in quanto lui  "Aveva da lavorare".
    E' chiaro che il sottoscritto fece notare di essere stato invitato in quella sede per partecipare ad una udienza che di fatto non c'era, che erano assenti sia il P.MM. che le controparti (o i loro legali) e che comunque anche quella causa doveva essere ricompresa nel "Lavoro" di quuel G.I.P. il quale "Ovviamente" archiviò (Insabbiò) il tutto.
    Alla signora accompagnata dal sig. Pino Zarrilli, come previsto, andò ancora peggio in quanto quel G.I.P. (un altro), non le permise nemmeno di rilasciare nessuna dichiarazione avendo già "Ben chiari" tutti i fatti.
    Preso atto di quanto sopra, che  risulta essere una costante nei nostri tribunali, appare chiaro come il sole che non si deve parlare di "Riforma" della "Giustizia" (in Italia) ma, come ebbe a dire anche il presidente delle camere ppenali, questo istituto va "Rifondato" totalmente in tutta la sua architettura.
    Concludo nel ricordare che, a proposito di "Udienze camerali", avevo già vissuto un precedente al palazzo della "Giustizia" di Pistoia quando, a seguito della mia denuncia (la terza), proposta a carico di un "Falso ing."; "Falso Perito" in quanti non iscritto all'albo del tribunale di competenza il quale era responsabile di "falso ideologico" nonchè "Occultamento di atto vero", il G.I.P. tale "Buzzegoli", archiviò il tutto senza nemmeno fissare l'udienza camerale e, contattato dallo scrivente, quel giudice rispose candidamente di "Non essere interesato all'accertamento della verità".
    Ma i rrappresentanti di questi "Pagliaccii" con la toga (es. A.N.M. e C.S.M.) tengono conto di queste realtà vissute quotidianamente da tutti i cittadini o pensano esclusivamente ai ""Cazzi" loro ?
    La reazione dei cittadini, distrutti da questo sistema, di solito è autolesionistica giungendo anche al suicidio ma, parlando dii reazioni, la loro natura potrebbe essere comunque tra le più svariate e, sempre nella speranza che ciò non accada, spero che nessuno trovi il coraggio di lamentarsi nel caso un cittadino colto da totale disperazione, rivolga il suo sfogo contro uno o più responsabili di questo "Infame" stato di cose tutto italiano.

    sabato 22 marzo 2014

    All. nr.214) "DE BENEDETTI": "IL GIUDICE E' STATO CHIARO, I SAPEVANO DI PROVOCARE LA"MORTE" DEI CITTADINI MA HANNO CONTINUATO IMPERTERRITI"

    DE BENEDETTI SMASCHERATO DAI GIUDICI: SAPEVANO CHE LA CENTRALE DI VADO ERA INQUINANTE, MA NASCOSERO I DATI PER ANNI


    Le bugie dei De Benedetti: “Truccati i dati della centrale”

    Il giudice smaschera le bugie dei De Benedetti e accusa i vertici dell’impianto Tirreno Power di Vado avere manipolato i valori degli inquinanti. “Scelta gestionale volontaria. Conoscevano le potenzialità lesive dell’attività svolta”
    Un delitto compiuto consapevolmente, truccando i dati sulle emissioni pur di mantenere in funzione le centrali a carbone di Vado Ligure. Un delitto compiuto dai vertici di Tirreno Power grazie alla oggettiva complicità delle amministrazioni pubbliche che hanno per anni e anni omesso i controlli cui erano tenute, tenendo per buoni i dati fasulli forniti dalla stessa società.
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    Questo, per la procura di Savona e il giudice preliminare Fiorenza Giorgi, è il riassunto della cupa e indigesta storia della centrale di Vado Ligure, sequestrata due giorni fa. In quarantacinque pagine, il provvedimento del gip riassume per filo e per segno la storia di come la centrale abbia avvelenato una valle e ucciso centinaia di persone (343, nella meno grave delle ipotesi), sfociando in una tragedia ambientale e sanitaria di «dimensioni immani».
    È un riassunto che sembra lasciare poco spazio alla difesa dei cinque manager della Tirreno Power finiti nel registro degli indagati. E che mette in una posizione imbarazzante i soci di Tirreno Power, ovvero i francesi di Gdf-Suez (che però sono arrivati pochi anni fa) e soprattutto la Cir, la holding della famiglia De Benedetti: che ora si ritrova a dover scegliere se prendere su di sé la responsabilità delle clamorose omissioni compiute dai manager della centrale, con tutte le conseguenze del caso: o se invece scaricare le colpe su di loro, col rischio che reagiscano chiamando in causa altri.
    Se la gravità degli addebiti era in parte nota, a colpire è la decisione con cui il gip affronta il tema delle coperture di cui Tirreno Power ha goduto: «il gestore, certamente agevolato da una quasi assoluta carenza di controlli, ha di fatto violato la quasi totalità delle prescrizioni imposte (…) non può tacersi la circostanza che tutti i dati sono stati registrati e monitorati dal gestore in assoluta autonomia e nella totale carenza di controlli da parte delle autorità preposte; ed invero non vi è traccia del protocollo condiviso con le autorità di controllo locali (provincia di Savona) e/o Arpa Liguria, né di ispezioni effettuate da quest’ultime all’impianto ai fini di controllo di tale aspetto, previsto dai provvedimenti autorizzativi della centrale».
    Insomma, alla centrale è stato permesso per anni di inquinare e causare morti sulla scorta di dati forniti dalla stessa Tirreno Power, e che al primo controllo si sono rivelati falsi: «i dati forniti dallo stesso gestore sono ritenuti inattendibili da tutti i consulenti del pm (…) i valori di concentrazione misurati manualmente risultano mediamente assai più alti di quelli contemporaneamente forniti dal sistema di monitoraggio».
    Per valutare l’impatto delle emissioni di fumi, ma anche della polvere del carbone trasportato e stoccato a cielo aperto, i periti della procura hanno interrogato testimoni che non mentono: i licheni, i primi a soffrire per l’inquinamento, e che intorno alla centrale si sono diradati sino a sparire (la perizia parla di «deserto lichenico») e le cartelle cliniche dei malati e dei morti. Che le conseguenze siano stati devastanti non c’è dubbio: «Non può che concludersi nel senso che l’evidenziato incremento dell morbilità e della mortalità nelle aree di media e alta ricaduta delle emissioni della centrale rispetto alle aree di bassa ricaduta è certamente attribuibile all’esercizio della medesima centrale». Ancora: «deve ritenersi raggiunta la certezza processuale del nesso di causalità tra l’evidenziato aumento di morbilità mortalità e l’esercizio della centrale».
    E la centrale di Vado continuava ancora fino al sequestro ad avvelenare l’intera zona, anche se mancano dati epidemiologici successivi dal 2011, dice il giudice: «Deve ritenersi provato, a fronte di valori emissivi sovrapponibili agli anni considerati, un danno alla salute (intendendosi per tale un aumento della mortalità e della morbilità) costante anche negli anni successivi a quelli oggetti di specifico esame». «Quanto sin qui evidenziato – dice il gip – induce a ritenere verificato un danno alla salute nelle aree di ricaduta della centrale di entità tale da integrare senza dubbio la nozione di disastro nonché un pericolo per la pubblica incolumità da individuarsi nel rischio di incremento di morbilità e mortalità correlato alla protrazione dell attività della centrale termoelettrica ai medesimi livelli emissivi mantenuti sino ad oggi».
    Per questo, per fermare la strage, è stato necessario intervenire con la forza, e spegnere per legge i forni della centrale dei De Benedetti: «I dati riportati inducono a concludere che per ogni anno di funzionamento della centrale, a parità di emissioni, si avrà un aumento del numero di casi di ricoveri e di decessi sostanzialmente costante», scrive il giudice, parlando di «pericolo attuale per la pubblica incolumità».
    Superficialità, caso? Niente di tutto questo, scrive il giudice, che parla esplicitamente di «precise scelte gestionali» della società: «La gestione dell’impianto a livelli nettamente superiori a quelli imposti dalle Bat (le migliori tecniche possibili, ndr) è certamente attribuibile ad una precisa scelta gestionale della società. Tale scelta volontaria è stata adottata e tenuta nonostante la consapevolezza del danno arrecato all’ambiente e alle rilevanti dimensioni dello stesso», si legge a pagina 37 dell’ordinanza. Ed invero il gestore era certamente a conoscenza delle potenzialità lesive della attività svolta».

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    Mauro Masoni 
    Da quanto risulta il G.I.P. di Savona Fiorenza Giorgi non lascia adito ad interpretazioni di sorta.
    Tutti gli elementi in possesso di quella Procura e di quel G.I.P. sono univoci (come le relazioni dei sei periti), nel confermare che la ditta "Tirreno Power" è palesemente responsabile della morte di almeno 343 persone.
    Ma il punto che quel Giudice ha voluto sottolineare è che tale delitto è stato commesso con la coscienza e la volontà di volerlo commettere poichè è stato appurato in modo incontrovertibile che i dati relativi all'inquinamento ed alla eiezione dei fumi tossici sono sempre stati "Falsificati" dai vertici direzionali di tale industria i quali erano perfettamente coscienti del fatto che quei fumi erano "Letali" per la popolazione.
    Quel Giudice infatti definisce tale condotta come una: 
    "Scelta gestionale volontaria in quanto erano consapevoli delle potenzialità lesive dell'attività svolta".
    Inoltre si parla anche della oggettiva complicità di tutte le amministrazioni pubbliche le quali non hanno mai effettuato controlli d'ufficio prendendo sempre per buoni i dati (falsi), forniti dai vertici della "Tirreno Power".
    A tal proposito, anche se non vi è fatto cenno, è chiaro che sussiste una costante omissione di atti di ufficio da contestare alle pubbliche amministrazioni preposte a ali controlli.
    Staremo a vedere l'evolversi degli eventi poichè la Procura di Savona ha la volontà di contestare il delitto di "Disastro ambientale doloso" ed “Omicidio colposo plurimo”.
    Ho detto staremo a vedere in quanto l'accusa è gravissima nonostante ciò, non mi sembra che, ne i vari tg e nemmeno i vari programmi di approfondimento, abbiano dato un congruo risalto alla vicenda.
    Naturalmente la curiosità nasce anche dal fatto che tale “De Benedetti Carlo”, tessera nr. -1- del PD e proprietario della “Tirreno power” è sempre stato al corrente del fatto che i vertici dell’azienda, come hanno scritto sia la Procura di Savona che il citato G.I.P., “Dolosamente” fornivano i dati “truccati” così come sapevano che quei gas erano letali per la popolazione.
    Il fatto strano è che, considerata la gravità degli addebiti, non si parli affatto di misure cautelari nei confronti di tali soggetti ed a tal proposito sappiamo che il cittadino “Svizzero” De Benedetti si sente al sicuro in quanto gli elvetici non concedono l’estradizione.
    Ok, la nostra “Magistratura” già è stata inqualificabile el non chiedere la reclusione per il più grande evasore fiscale italiano (225 milioni di euro evasi come risulta dall’appello di Milano) e che quei “Togati” siano stati così “Miti” dal chiedere esclusivamente la pena pecuniaria della multa. (ancora siamo in attesa della cassazione).
    Ma qui il fatto riguarda la “Morte” di oltre 400 persone e si spera che il palazzo di Giustizia di Savona continui con la stessa determinazione dimostrata sinora e si guardi bene da eventuali interventi “Politici” mirati ad insabbiare, mutare o alleggerire la gravità delle condotte di cui sopra.
    Comunque il “Silenzio” di tutti i “Media” non è affatto un buon segnale.
    In altre occasioni, per altri personaggi, il comportamento è stato ben diverso e le notizie venivano propinate a colazione pranzo e cena ma adesso comunque, considerato che stiamo parlando della morte di centinaia di persone, non è proprio il caso di adoperare tale evento per farne una rivalsa dal punto di vista politico ma l’importante è che sia gli Inquirenti nonché i Giudicanti possano continuare il loro lavoro come hanno fatto sinora.
    15 marzo alle ore 13.35 · Mi piace · 1

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